Dopo tre anni di assenza, la macchina organizzativa della Pro Loco di Condino si rimette in moto per riportare in calendario “BorgoVino”, itinerario enogastronomico dedicato alla degustazione consapevole e alla promozione dei vini del territorio.
L’iniziativa, articolata su due giornate, sabato 13 e domenica 14 giugno, vuole accompagnare i partecipanti non solo attraverso i sapori e la scoperta delle eccellenze del territorio, ma anche tra storia e tradizioni e dentro l’anima agricola di montagna che caratterizza queste comunità. Il programma della manifestazione è stato definito per accogliere residenti, giovani, famiglie e visitatori. Nato nel 2016 in collaborazione con il Comune di Borgo Chiese, la rassegna ha visto le prime edizioni svolgersi nei vicoli e nelle antiche “cort” del centro storico di Condino, mentre l’ultima edizione pre-pandemia si è tenuta nella cornice di Palazzo Belli. Nel 2022 l’iniziativa aveva fatto il proprio esordio nella dimora dei Frati Cappuccini, che la Pro Loco avrà nuovamente l’opportunità di aprire al pubblico. Il rilancio dell’evento rappresenta per i volontari dell’associazione un segnale di rinnovata energia dopo un periodo di assestamento interno.
L’edizione 2026 segnerà il ritorno della manifestazione all’interno del suggestivo Convento di San Gregorio, edificio storico affacciato sul rio Cron e che sovrasta dall’alto l’abitato di Condino.
“Poter riportare BorgoVino nella dimora dei Frati Cappuccini ci riempie di gioia – racconta Daniele Butterini, presidente dell’associazione dal 2015 – perché significa restituire vita a un luogo oggi chiuso, ma molto caro alla nostra comunità“.
Costruito a partire dal 1742, il convento subì danneggiamenti durante la Prima guerra mondiale e fu quasi completamente distrutto nel 1944, quando un bombardiere B-25J Mitchell alleato precipitò sull’edificio colpito dalla contraerea, provocando la morte di due frati. Grazie al sostegno della comunità, venne ricostruito nel dopoguerra, tornando a essere un punto di riferimento spirituale e sociale. Con i suoi ampi spazi interni ed esterni, la location si presta in modo naturale ad accogliere il percorso di degustazione, offrendo un valore aggiunto sia dal punto di vista logistico che culturale. Questa riapertura permetterà inoltre alle nuove generazioni di riscoprire un patrimonio rimasto a lungo nell’ombra.