Dal 16 al 19 luglio torna la rassegna “Geografie sul Pasubio”, per conoscere da vicino i grandi reportage di Keller Editore

La rassegna “Geografie sul Pasubio”, organizzata da Keller Editore e dedicata al reportage nelle sue molteplici forme, nata nel 2017, ritorna dal 16 al 19 luglio portando come da tradizione sul monte Pasubio, tra le province di Trento e Vicenza, reporter e autori da varie parti d’Europa per dialogare di terre, società e temi forti del presente.

Il filo rosso che collega gli incontri dell’edizione 2026 è l’acqua: dai “piccoli” e grandi mari sui quali si concentrano le mire strategiche delle nazioni odierne ai fiumi che rappresentano simbolicamente Paesi e continenti passando per il rapporto tra i miti e i mari, la ricerca dell’acqua nella storia dell’umanità, il confronto con la siccità e persino ripercorrendo le vie dell’esilio che hanno portato intellettuali da una città di fiume a un’altra…

All’edizione in quota del 2026 prenderanno parte reporter e autori provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Russia, Bulgaria che approfondiranno il reportage nelle sue forme più trasversali dialogando su temi caldi e portando i partecipanti alla scoperta della storia culturale all’Europa orientale, di Balcani e Caucaso, dei mari “contesi” di oggi e domani come il Mar Nero e il Baltico. Senza dimenticare di osservare l’eterna curiosità che spinge gli uomini a varcare la soglia di casa o un confine.

Il tutto è arricchito dalla possibilità di scegliere l’esperienza completa in montagna abbinando la presenza agli interventi a pernottamenti in rifugio, trekking e passeggiate.

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita mentre per l’esperienza di tre giorni con pernottamenti e passeggiate è necessaria l’iscrizione sul sito geografiesulpasubio.it

MAR NERO

Si parlerà di Mare Nero con Marco Ansaldo (venerdì 17 luglio, ore 16.30, vicinanze del Rifugio Lancia) proprio partendo dal suo libro (questo il titolo del volume) edito da Marsilio. Già inviato speciale di «La Repubblica», vaticanista e per anni osservatore sul posto della Turchia, Ansaldo torna sul Pasubio dopo aver partecipato alla prima edizione del 2017 e regala un affresco contemporaneo e storico, reale e mitico del Mar Nero.

BALCANI E CAUCASO TRA PASSATO E FUTURO

I due esperti di Balcani e Caucaso francesi Jean-Arnault Dérens e Laurent Geslin, autori di numerose pubblicazioni sull’area e per Keller di “Dove si incontrano le acque. Dai Balcani al Caucaso lungo l’Europa dei confini”, parleranno dei Balcani e del Caucaso partendo proprio dal loro libro ricco di avventure di viaggio e storia ma soprattutto di una visione ampia e arricchente di cosa sia quest’area piena di confini ed eterogenea (venerdì 17 luglio, ore 18, vicinanze del Rifugio Lancia).

Jean-Arnault Dérens è uno storico e giornalista, esperto di Balcani e fondatore del quotidiano online «Le Courrier des Balkans», di cui è coredattore capo dal 1998. È autore di vari saggi sull’argomento. Laurent Geslin è un giornalista specializzato in Europa orientale, Balcani e Ucraina. Lavora in particolare per «Le Monde Diplomatique», «Mediapart», «Le Courrier des Balkans». Insieme hanno scritto diverse opere, tra cui il reportage Dove si incontrano le acque. Dai Balcani al Caucaso attraverso l’Europa dei confini (Prix Louis Castex de l’Académie Française).

LA RICERCA DELL’ACQUA

Con Virginia Mendoza, giornalista e scrittrice spagnola, ci si avventurerà alla scoperta dell’acqua e della sete: La ricerca dell’acqua. Una storia umana della sete (sabato 18 luglio, ore 16.30, vicinanze del Rifugio Lancia). Il tema è trattato nel libro omonimo che è un vero e proprio viaggio nei tempi, nei luoghi e nelle epoche, recentemente edito da Bompiani. Un libro quanto mai attuale, una voce originale.

Virginia Mendoza (1987) è nata e cresciuta nella Mancha (Spagna). Si è laureata in giornalismo e antropologia sociale e culturale presso l’Università Miguel Hernández di Elche. Per anni è stata giornalista freelance e ha scritto per diversi media in Spagna e in America Latina. Dopo aver vissuto nella Spagna arida, in quella umida, in quella semidesertica e in Armenia (nel Caucaso), attualmente risiede in una città di Teruel che ha sempre bisogno di acqua. Il suo libro La sed è tradotto in inglese, tedesco, portoghese e olandese. Nel 2019 ha vinto il Premio Manuel Iradier per la Comunicazione, assegnato dalla Società Geografica La Exploradora.

SCOPRIRE LA RUSSIA

Si parlerà di Russia invece da due angoli visuali diversi. Anzitutto con Nicolas Rodigari (giovedì 16 luglio, ore 18.30, Circolo Operaio Santa Maria, Rovereto) che aprirà la quattro giorni di Geografie parlando del suo viaggio verso est: Appunti di Russia. Viaggio nella normalità di un Paese in guerra. Da quando è iniziata l’invasione su larga scala dell’Ucraina, la Russia è sempre più isolata e impenetrabile (o almeno così è stata raccontata), e capire cosa pensano davvero i suoi abitanti, tra propaganda e distorsioni mediatiche, sembra impossibile. Anche per questo motivo, spinto da un forte desiderio di comprendere cosa stesse succedendo, Rodigari ha intrapreso un lungo viaggio via terra che, dopo aver attraversato l’Europa, lo ha portato nel profondo dell’immenso Paese russo. E lì ha osservato, fatto amicizia, si è innamorato, è scappato, si è ammalato, ma senza mai rivelare a nessuno il vero motivo per cui si trovava lì. Le mille difficoltà pratiche – fra sanzioni, censure e buste di rubli – conferiscono al racconto del suo vagabondare un sapore a tratti romanzesco e a tratti tragicomico, tra rimandi a una visione incantata e letteraria dei tempi dello zar e dei soviet, e a una disincantata e ironica fatta di normale quotidianità. Perché la vita non è certo un romanzo russo, ma in questo caso ci assomiglia parecchio.

Questo viaggio di avventura e scoperta è raccontato nel volume Appunti di Russia, fresco di stampa per la casa editrice Ediciclo. Nicolas Rodigari (1998) è nato e cresciuto a Bormio, in Valtellina. Si è laureato in Relazioni internazionali e poi in Filosofia, che è una combinazione di lauree strana, ma forse è proprio quella che ci vuole se si decide di andare in Russia per capire un po’ di più ciò che sta succedendo. Ha lavorato per la Svizzera nell’ambito degli Affari internazionali dell’area alpina, ma adesso è tornato in Italia e ha anche tempo per scrivere.

Il secondo appuntamento (sabato 18 luglio, ore 14.30, vicinanze del Rifugio Lancia) dedicato alla Russia ci fa incontrare due giornalisti e studiosi come Andrei Soldatov e Irina Borogan. Sono autori di numerosi libri specialistici con i quali hanno analizzato il nuovo ordine della Russia e allo stesso tempo hanno raccontato i mutamenti sociali e le scelte di vita di un’intera generazione. L’incontro prende le mosse dal loro ultimo libro e si intitola Storia di una generazione spezzata e punta a raccontare la trasformazione della società russa dalla caduta del comunismo a oggi.

Andrei Soldatov e Irina Borogan sono giornalisti investigativi, che hanno lasciato la Russia per stabilirsi fuori dal Paese, con oltre vent’anni di esperienza. Sono cofondatori di Agentura.ru. Insieme sono autori di diversi libri, tra cui The Compatriots: The Brutal and Chaotic History of Russia’s Exiles, Émigrés, and Agents Abroad.

MAR BALTICO

È da poco arrivato in libreria un corposo volume dedicato al Mar Baltico scritto dall’inviato del «Times» Oliver Moody. Con Moody ci avventureremo non solo nella storia del Baltico ma soprattutto nella sua centralità strategica toccando anche Paesi come Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Oliver Moody dipinge con maestria il quadro di una regione a lungo sottovalutata a livello politico e ora più che mai al centro del presente e futuro dell’Occidente. L’incontro dedicato al Mar Baltico si terrà sabato 18 luglio, ore 18, vicinanze del Rifugio Lancia.

Oliver Moody, nato nel 1989, ha studiato Lettere Classiche e Arabo a Oxford. Dal 2018 è corrispondente da Berlino per il «Times» e il «Sunday Times», dove si occupa di Germania, Scandinavia, Europa centrale e Paesi baltici. Insieme a Katja Hoyer, conduce il podcast The New Germany per la Fondazione Körber. Vive con la famiglia a Berlino.

IL MISTERO BULGARO

Dimiter Kenarov (domenica 19 luglio, ore 13.30, vicinanze del Rifugio Lancia) è un giornalista bulgaro, scrittore, poeta e traduttore. Collabora con numerose testate internazionali tra cui «The New York Times» e in Italia con «Internazionale». Autore di reportage e libri, ha vissuto negli Stati Uniti dove si è laureato in Letteratura americana e russa. Con lui si proverà a comprendere la Bulgaria – Il mistero bulgaro – che è poco conosciuta dal pubblico italiano e allo stesso tempo lo seguiremo nel suo originale sguardo che spazia dai Balcani all’Ucraina, dalla storia all’oggi. Kenarov ha la grande capacità di scegliere sempre approcci originali per raccontare il suo Paese e l’Est Europa, come ad esempio ha fatto seguendo la storia del Mausoleo di Georgij Dimitrov, “il Grande Leader e Maestro del Popolo Bulgaro” dalla sua costruzione alla sua incredibile e problematica demolizione a Sofia nel 1999, dieci anni dopo la caduta del regime comunista.

Dimiter Kenarov è un giornalista freelance, poeta, critico letterario, traduttore – in realtà uno scrittore. Nato e cresciuto a Sofia, in Bulgaria, ha studiato negli Stati Uniti (Middlebury College; Università della California – Berkeley) e ora vive perlopiù in viaggio. È autore di due raccolte di poesie bulgare (Пътуване към кухнята; Апокрифни животни) e di un libro di traduzioni di poesie scelte di Elizabeth Bishop. I suoi scritti in lingua inglese sono apparsi su «Esquire», «Outside», «The Nation», «The Atlantic», «Foreign Policy», «The New York Times» e «The Virginia Quarterly Review», tra le altre testate. Le sue opere sono state inoltre incluse per tre volte nell’antologia The Best American Travel Writing (2009; 2012; 2013) ed è stato due volte indicato come “notable” in The Best American Nonrequired Reading. È membro del PEN-America e dell’Associazione dei giornalisti europei – Bulgaria.

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