Luigi Tait è il nuovo coordinatore dei Giovani delle Acli Trentine

Luigi Tait, 20 anni, studente universitario e vicepresidente del Circolo Acli di Mezzolombardo, è il nuovo coordinatore dei Giovani delle ACLI Trentine, un gruppo di ragazze e ragazzi che promuove la cittadinanza attiva e l’impegno sociale attraverso progetti, opportunità formative ed educative, oltre che momenti di socialità.

Tait, entrato nella Presidenza provinciale Acli, l’organo esecutivo dell’organizzazione, sostituisce Francesco Campaci che ha terminato il suo corso di studi a Trento e rientra a Mestre, la sua città. A Campaci va il ringraziamento per il lavoro svolto in quasi due anni da coordinatore di GA.

“Sin dal momento della sua costituzione ho fatto parte del gruppo giovani e del suo coordinamento: per me è un onore assumere ora il ruolo di coordinatore. Non mi pongo obiettivi grandi e astratti, ma cerco di portare la mia visione all’interno di un’associazione che, in qualche modo, mi ha fatto crescere e mi ha portato a far parte delle ACLI Trentine. Di certo non potrà mancare il lavoro di rete con altre realtà, sia interne alle ACLI sia esterne”, commenta Tait. “Oltre a rafforzare l’impegno giovanile e la partecipazione, credo sia necessario stimolare una riflessione sulle ACLI del futuro, ma soprattutto sulle ACLI del domani. In un primo momento, insieme alle amiche e agli amici dei Giovani delle ACLI, ci concentreremo sul rafforzarci come gruppo e sul consolidare la nostra proposta associativa, mantenendo sempre alta l’attenzione sulle istanze dei giovani. Mi sento di dire che i giovani ci sono, ci siamo: bisogna trovare gli spazi e i luoghi adatti per esprimersi. Una dimostrazione l’abbiamo avuta anche nel recente referendum costituzionale in materia di giustizia, dove la partecipazione giovanile osteggiata dal governo è stata significativa. Continuerò, per quanto possibile, a esprimere la mia voce critica rispetto all’inadeguatezza della politica di entrambi gli schieramenti: i giovani spesso non si impegnano perché la politica appare miope, distratta e antiquata. Inoltre, non posso far mancare l’invito a tutte e tutti coloro che vogliono mettersi in gioco e che hanno a cuore temi per noi fondamentali: la rappresentanza giovanile, il diritto alla casa, la formazione e la salute come diritto da tutelare. Le ACLI per me vogliono essere uno spazio aperto, inclusivo e accogliente per chiunque voglia partecipare. Credo molto nell’ascolto e nel lavoro condiviso: i giovani ci sono, e hanno voglia di esserci davvero. Serve solo dare loro spazio, fiducia e opportunità”.

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