“Il mio obiettivo politico è chiaro: vorrei evitare che in futuro la Commissione dei Sei o la Commissione dei Dodici debbano mandare lettere al Ministero degli Affari Regionali, per poi costringermi a interloquire con i singoli ministeri. Vorrei invece che il dialogo si aprisse direttamente tra le commissioni paritetiche e le amministrazioni centrali dello Stato. Questo significa aver scavato un primo solco, un cambio di metodo definitivo per far camminare l’autonomia in modo diretto, rapido e senza filtri burocratici”. Con queste parole il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, è intervenuto nel pomeriggio di venerdì 5 giugno a Bolzano all’incontro ospitato nel cortile interno di Palazzo Widmann dal titolo “L’autonomia quale strumento di autogoverno responsabile”, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.
Il ministro ha quindi sottolineato il nuovo approccio adottato nell’attuale legislatura sul fronte delle norme di attuazione dello Statuto di autonomia, evidenziando un’accelerazione significativa rispetto al passato. Calderoli ha inoltre richiamato il lavoro svolto nella fase di implementazione della riforma dell’autonomia, evidenziando come il dialogo tra istituzioni abbia consentito di imprimere una svolta nei tempi e nelle procedure. Nel suo intervento il ministro ha ribadito anche il valore del modello autonomistico del Trentino-Alto Adige, sottolineando la capacità delle due Province autonome di esercitare le proprie competenze con efficienza e responsabilità.