La partecipazione giovanile alla vita politica è stata al centro del dibattito che si è svolto in Atelier Benigni degli Editori sabato 6 giugno, in occasione della manifestazione “Insediamenti”, organizzata da Spazio Piera. Ospiti del confronto Alessio Anselmo, con i suoi 25 anni il sindaco più giovane del Trentino, alla guida del Comune di Madruzzo, e il professore di scienze politiche dell’Università di Trento Marco Brunazzo.
“I giovani – ha spiegato quest’ultimo – non sono né integrati né in opposizione nei confronti della politica, ma si trovano in un atteggiamento di sospensione critica. Un elemento fondamentale è la socializzazione nei confronti della politica. I giovani che hanno avuto una socializzazione nella loro infanzia hanno più probabilità di continuare ad informarsi di politica in seguito”. Brunazzo ha spiegato anche il concetto di politica “on demand”. “I più giovani sono molto attivi con le petizioni e nel sostegno a determinate cause. In larga parte si attivano su temi specifici. E cercano anche luoghi diversi rispetto a quelli istituzionali, spazi comuni, dove si possono unire e dove possono diventare attori del cambiamento. Preferiscono anche gli strumenti della democrazia diretta rispetto a quella delegata. Partecipano quando percepiscono che il loro voto incide davvero sulle strutture di potere”.
Anselmo ha raccontato la sua esperienza di primo cittadino. “La difficoltà più grande che ho incontrato all’inizio è stata quella di essere ascoltato”, ha confessato. “Dobbiamo capire che ognuno può ricoprire dei ruoli, indipendentemente dall’età. Lo dico guardando la realtà oltre le montagne del Trentino e oltre questo Paese. Alla mia età in altre parti del mondo si è responsabili di team nelle grandi aziende”. Il successo della partecipazione giovanile al referendum sulla giustizia, ha riflettuto Anselmo, “è dovuto al fatto, penso, che c’era un cambiamento chiaro in gioco. La stessa cosa si verificherà probabilmente con le prossime elezioni politiche, che saranno una sorta di referendum sul governo attuale, da quello che sento confrontandomi con i miei coetanei”.