anno 91 - n° 21 - Un banco per tutti
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ALL'ASSEMBLEA CEI L'INTERVENTO DI PAPA FRANCESCO

La riforma del clero “al passo dei poveri”

Papa Francesco ha aperto la 69ª assemblea generale dei vescovi italiani, dedicata al “rinnovamento del clero”, invitando a porsi in ascolto di “qualcuno dei tanti parroci che si spendono nelle nostre comunità”.

Percorsi: Cei - clero - papa francesco - vescovi
Parole chiave: Clero (58), prete (123), chiesa (6385)
Papa Francesco ha aperto la 69ª assemblea generale dei vescovi italiani. - 2016 - Foto SIR

Papa Francesco ha aperto la 69ª assemblea generale dei vescovi italiani. - 2016 - Foto SIR

Papa Francesco ha aperto la 69ª assemblea generale dei vescovi italiani, dedicata al “rinnovamento del clero”, invitando a porsi in ascolto di “qualcuno dei tanti parroci che si spendono nelle nostre comunità”. Dopo aver salutato i nuovi vescovi (fra i quali mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento), il Papa ha posto tre domande sul ruolo del prete oggi: che cosa ne rende saporita la vita? Per chi e per che cosa impegna il suo servizio? Qual è la ragione ultima del suo donarsi?”. Accogliendo il Papa il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha detto: “sappiamo quanto il nostro popolo guardi a noi, alla nostra missione di primi annunciatori dell’amore di Dio e di pastori chiamati ad avere a cuore ognuna delle persone e delle comunità”.

“Il sacerdote – ha detto fra l'altro Papa Bergoglio - “non è un burocrate o un anonimo funzionario dell’istituzione; non è consacrato a un ruolo impiegatizio, né è mosso dai criteri dell’efficienza. Non cerca assicurazioni terrene o titoli onorifici, che portano a confidare nell’uomo; nel ministero per sé non domanda nulla che vada oltre il reale bisogno, né è preoccupato di legare a sé le persone che gli sono affidate. Il suo stile di vita semplice ed essenziale, sempre disponibile, lo presenta credibile agli occhi della gente e lo avvicina agli umili, in una carità pastorale che fa liberi e solidali. Servo della vita, cammina con il cuore e il passo dei poveri; è reso ricco dalla loro frequentazione. È un uomo di pace e di riconciliazione, un segno e uno strumento della tenerezza di Dio”. Il “segreto” del sacerdote, in definitiva, sta proprio nell’appartenenza al Signore, che lo rende “estraneo alla mondanità spirituale che corrompe”.

La riforma del clero “al passo dei poveri”
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