anno 92 - n° 14 - Luci giovani
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Il protagonismo dei familiari e degli utenti esperti

Crescono le buone pratiche del “fareassieme”

“Fare: formarsi assieme responsabilmente”. Il progetto formativo del Servizio di salute mentale coinvolge altre realtà. Obiettivo comune: combattere i pregiudizi sul disagio mentale e favorire percorsi condivisi.

Percorsi: salute mentale
Parole chiave: Salute mentale (96)
FARe assieme responsabilmente

FARe assieme responsabilmente

Si allarga ad altre realtà associative locali il progetto “Fare: formarsi assieme responsabilmente”, promosso dal Servizio di salute mentale di Trento, giunto alla quarta edizione.

Nato nel 2015 come programma formativo di utenti e familiari rivolto a tutta la cittadinanza, quest’anno coinvolge anche la Cooperativa sociale La Rete, le Associazioni Ama e Agevolando. Riconfermata la collaborazione con il Servizio attività sociali del Comune di Trento con tre progetti a sostegno della genitorialità per prevenire il disagio socio-educativo attraverso l’accompagnamento alle famiglie nella fasi di crescita dei figli ed uno rivolto a bambini e ragazzi per far assaporare loro la bellezza di coltivare un hobby o una passione.

“Ogni realtà promuove una serie di progetti raccolti in un catalogo – spiega Roberta Pederzolli, educatrice professionale del Servizio di salute mentale – iniziative che si declinano nella logica della co-produzione, ovvero realizzate con la partecipazione attiva di professionisti, utenti, portatori di una storia personale, familiari e le loro comunità di riferimento”.

L'obiettivo comune: sensibilizzare e combattere i pregiudizi rispetto alla salute mentale e favorire percorsi condivisi per migliorare la qualità della vita.

Prosegue anche il progetto del Servizio di salute mentale FARe Recovery, con alcune aggiunte, FARe Volontariato e FARe Famiglia, oltre ad incontri a tema previsti per l’autunno.

“Oltre al ruolo attivo dell'utente - osserva Andrea Puecher, rappresentante degli Ufe (Utente familiare esperto) – FARe Recoveri facilita il passaggio dalla guarigione clinica della patologia a quella sociale ad una reale capacità di reinserimento”.

Tra le realtà coinvolte quest'anno anche l'associazione Ama da tempo impegnata in percorsi di crescita e di reciproco sostegno con i gruppi di auto mutuo aiuto: “Nel corso dell'anno – anticipa Sandra Venturelli – promuoviamo una serie di corsi di formazione come volontari della linea telefonica, cuore del progetto di prevenzione del suicidio ‘Invito alla vita’; un laboratorio per approfondire i temi dell’accoglienza e delle relazioni interpersonali, gruppi di lettura, una cena in strada, percorsi sul coabitare, incontri per giovani”.

E a proposito di giovani tra le proposte formative dell' Associazione Agevolando - nata dalla volontà di aiutare i giovani che stanno uscendo da percorsi di tutela e di accoglienza – spicca quella relativa alla difficile ricerca di lavoro. “Si tratta di laboratori rivolti a ragazzi dai 16 ai 24 anni, nei quali sperimentare colloqui di lavoro o imparare a scrivere un curriculum – precisa Annalisa Broseghini – e ancora una proposta per affrontare assieme l'esame della patente”. Infine la Cooperativa sociale La Rete propone un corso di formazione per volontari con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e attivare la cittadinanza al tema della disabilità.

Crescono le buone pratiche del “fareassieme”
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