C’è posto per la letteratura in tv?

Si discute spesso sulla necessità in Italia di promuovere la lettura dei libri e la cultura letteraria, ma si può attribuire questo ruolo alla tv, dove vige il primato dell'immagine? Il problema piuttosto riguarda l'invenzione di format, di modelli idonei. Dal 1997 una soluzione a carattere ludico e competitivo, adatto a degli studenti di Scuola media superiore, è offerto da Raitre con Per un pugno di libri (sabato, ore 18). Un esempio recente è lo spettacolo ideato da Alessandro Baricco per Rai5 (ora in replica) Totem, letture, suoni, lezioni, avvalendosi del corredo personale di un'eclettica cultura musicale e letteraria e di brillanti doti di comunicatore. Armonizzando letture diverse, lo scrittore accompagna il pubblico nel misterioso, complesso mondo della creazione artistica. Un'avventurosa selezione della produzione degli autori per un ritratto tuttavia non infedele è operata dalla serie I grandi della letteratura italiana (Rai5, lunedì, ore 21.15). Il critico Edoardo Camurri ne intervista i principali studiosi, mentre scorrono sullo sfondo le immagini di vicende e luoghi significativi e le opere riaffiorano nella lettura espressiva dell'attrice Licia Maglietta. In questa serie s'incontrano due artisti pressoché contemporanei, Italo Svevo (1961-1928) e Gabriele D'Annunzio (1963-1938) e si potrebbe aggiungere come esempio anche un docu-film trasmesso dalla Rai sullo scrittore americano Jerone David Salinger (1919-2010). Dell'opera di Svevo si sono sottolineate le problematiche ancora attuali, il conflitto generazionale e l'inettitudine come malattia esistenziale e sociale; sul piano artistico, la conquista per un periferico della lingua letteraria , l'indifferenza della nostra critica e il ventennale silenzio del narratore fino alla scoperta della psicanalisi e la composizione del capolavoro, La coscienza di Zeno, con la riabilitazione isolata in Italia di Eugenio Montale e l'apprezzamento dei critici francesi, ai quali lo fa conoscere l'amico Joyce. Nel ritratto di D'Annunzio si citano alcune opere simbolo della sua metamorfosi artistica prodigiosa, ma si indicano anche i momenti chiave del protaonismo politico come eroe della vita inimitabile e del vivere pericolosamente. Le immagini finali della villa-museo del Vittoriale mostrano il suo operoso e non solitario buon ritiro, segnando un confine rispetto al fascismo e a Mussolini. Molto analitico è invece il docufilm degli sceneggiatori Salerno e Schields, autori anche di un libro sul "caso Salinger". Il suo è il dramma di un'ostinata asocialità che si palesa con la pubblicazione del romanzo =Il giovane Holden=(1951), libro di culto delle giovani generazioni borghesi americane, attratte dal mito di un'innocenza adolescenziale immacolata, ribelle al materialismo dei padri. Holden è il mondo interiore di Salinger, che in seguito approderà a un vago spiritualismo ispirato allo zen.

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