Come il mare, così mossi in profondità: il nuovo romanzo di Carminati e Tappari

Fotografie e parole, bellissime e insieme in un libro, sono sinonimo di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari, due autori, lei con i testi, lui con le immagini, tra i più amati ed apprezzati nel panorama italiano contemporaneo della letteratura per l’infanzia. Per diversi anni siamo stati abituati a vederli in coppia all’opera con libri per i bambini, giochi di parole e di fotografie per esplorare il mondo e descriverlo con poesia. Loro, infatti, sono per esempio “Segui la stella”, “Batticuore” e “Cerca cerchi”, tutti editi da Lapis. Con “Mare mosso” (Mondadori; età 11+), invece, la proposta è diversa sia per il target d’età per cui è pensato, sia per la configurazione narrativa più lunga del romanzo, sia per la piacevole sfida che offre al lettore. Come si legge anche in copertina, si tratta di “Un romanzo che prende forma tra fotografie e parole”. È la storia di Salicornia, Tamerice e Posidonia, tre sorelle che, come le piante di cui portano il nome, si trovano al mare, a passare l’estate su una piccola isola nel Mediterraneo. Mentre la mamma dipinge e le sorelle si sdraiano al sole, per la dodicenne Sal, che odia sole e acqua, la vacanza sembra essere fatta solo di caldo. Pian piano, però, fa la conoscenza di alcuni abitanti dell’isola, come Angela, la dottoressa pronta sempre a lottare contro le ingiustizie, e Glauco, un ragazzo che esplora l’isola con i suoi ricci neri e la sua macchina fotografica per realizzare un progetto segreto. La vita sull’isola, in una dimensione a metà tra leggenda e mistero, cambia Sal profondamente, pur facendola apparire uguale a sempre agli occhi degli altri. Come il mare.

Una bella storia di crescita e di formazione, ma anche una storia in cui ci si prende cura delle persone e dell’ambiente. Una storia di tempi passati, quando i ragazzi non avevano il telefonino (e neanche gli adulti) e per le fotografie si usava la pellicola. Una storia di tempo lento, ma anche di varie sfumature di giallo, perché alla vicenda di Sal si intreccia quella avventurosa di un mistero che condiziona la vita sull’isola.

E poi c’è la sfida. La sfida silenziosa e personale che il lettore può cogliere, quella di scoprire il legame tra la foto che segna l’inizio di ogni capitolo e il suo contenuto. Una metafora visiva a più dimensioni che collega la narrazione alle immagini (oda esse stesse la fa derivare). Una metafora che può anche legare la storia del libro alle immagini dell’esperienza personale del lettore. Una storia con il mare sullo sfondo e in primo piano e che al mare affida le otto pagine centrali del libro: un mare che nella sua calma di superficie, nasconde profondità molto mosse. Come Sal e, probabilmente, i suoi lettori.

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