Delitti in paradiso, una serie tv con dei commissari ai Caraibi

Il titolo “Delitti in paradiso” è di certo accattivante, ma il luogo a cui si fa riferimento non è affatto l’aldilà riservato alle persone buone, quanto piuttosto un’ipotetica isola dei Caraibi, che proprio a motivo dei bei paesaggi e della natura particolarmente rigogliosa può definirsi un vero paradiso terrestre.

Lungo le 15 serie di questo fortunato telefilm in onda su Raidue, diversi commissari di polizia provenienti dall’Europa si sono alternati alla guida delle forze dell’ordine locali, avvertendo da una parte nostalgia della patria natia ma al contempo affascinati dalla possibilità di vivere un’esperienza unica in un posto fantastico. Attualmente il nuovo ispettore capo, Mervin Wilson, da semplice turista è finito per essere coinvolto nelle bizzarre avventure della polizia dell’isola.

Il tono della narrazione non è per nulla drammatico ed è ispirato piuttosto da una venatura di commedia non irriverente rispetto agli omicidi, ma caratterizzato dal desiderio di voler far percepire il senso di appartenenza che porta immediatamente a condividere le gioie e le fatiche con tutti gli altri abitanti di questa piccola località.

Naturalmente poi anche le vicende familiari e sentimentali dei servitori dello Stato costituiscono un altro filone della trama di questa serie che con leggerezza mette in primo piano i risvolti umani e sociali delle vicende presentate. In ogni puntata è interessante scorgere come gli autori riescano ad inserire in un contesto dove si vive di turismo le vicende degli abitanti dell’isola, che da una parte si impegnano a favorire un’atmosfera ospitale per chi cerca relax e tranquillità e dall’altra parte, invece, sono attanagliati dalla tristezza e dall’incredulità che suscitano gli omicidi che sembrano inspiegabili in una piccola comunità così unita. Anche il telespettatore si interroga stranito su come sullo sfondo di un paesaggio così suggestivo si possano ambientare fatti di sangue.

In fondo, sta proprio qui la fortuna e l’originalità di questa serie: aver mescolato temi che prima d’ora erano stati ben separati. Ad esempio, gli agenti di polizia non indossano quasi mai la divisa loro propria, ma vestono, invece, gli abiti tipici di chi si sente in vacanza, trasmettendo così un senso di tranquillità senza incutere soggezione.

L’Auditel assegna uno share oscillante tra il 3 e il 4% che si può ragionevolmente ritenere un buon risultato, considerando che si tratta di un prodotto a basso costo. Al tempo stesso la serie vanta uno zoccolo duro di appassionati, che fin dal 2011 seguono le vicende tristi che avvengono in quell’isola incantata.

vitaTrentina

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