“Elettra”, un graphic novel che coinvolge e commuove con un pizzico di ironia

Brian Freschi e Elena Triolo, Elettra, Il Castoro, 2021, 176 p., € 14,50. Dai 10 anni

Non è facile trovare il proprio posto nel mondo, soprattutto se si viene “trapiantati” da una cittadina di provincia in una grande città, se si devono cambiare scuola e amici, se si deve continuamente dimostrare di avere il potenziale ma non si riesce a svilupparlo. Questa è la situazione di “Elettra” (Il Castoro – da 10 anni), una ragazzina simpatica dalle trecce nere che non fa altro che collezionare figuracce: è imbranata e impacciata in qualsiasi attività le propongano di provare. Sua madre la spinge verso diversi sport perché è convinta che così riuscirà a trovare nuovi amici, ma per lei è molto dura.

Un giorno, quasi per caso, Elettra scopre il ballo e la danza e ne rimane affascinata. Si appassiona subito al movimento sulla musica e sembra anche che sia particolarmente dotata. Sua madre, però, non ne è entusiasta e fa di tutto per farle cambiare idea. Ormai Elettra ha trovato il suo sogno e sarà difficile riuscire a convincerla a non seguirlo, visto che ha anche trovato il coraggio per farlo.

La storia di Elettra è ben raccontata in questo graphic novel di Brian Freschi, ricco di personaggi e di situazioni realistiche per niente stereotipate. Ci sono le ragazzine bisbetiche, il bel ragazzo biondo, i bulli e le bulle prepotenti e i veri amici. Ci sono i tiri con l’arco, le schiacciate a pallavolo, le battute a tennis, i compiti, le piroette della danza. Personaggi e situazioni che fanno parte della vita di tutti i ragazzini e che, essendo ben tratteggiati, risultano sfaccettati, spontanei, pieni di umanità. Anche se densa delle paure, delle frustrazioni e delle tensioni di Elettra, la narrazione è leggera e fresca, come è, alla fine, il suo atteggiamento nei confronti di ciò che le accade, perché, nonostante tutto, Elettra è sicura che quella è la giusta strada.

Trattandosi di un graphic novel, il racconto è affidato alle parole e alle illustrazioni, organizzate in strisce sulla pagina. Sono riquadri che non seguono uno schema fisso, ma si adattano a ciò che stanno illustrando e, perciò, contribuiscono a mantenere alto e preciso il ritmo, insieme ai dialoghi cadenzati e vivaci.

Ironia e divertimento sono alla base del coinvolgimento del lettore che non può non affezionarsi ai personaggi, seguirne con attenzione l’evoluzione e immedesimarsi nelle situazioni.

Molto comunicativi sono i disegni di Elena Triolo che rende benissimo le espressioni dei personaggi condensando tutte le loro emozioni nella ricerca del tratto e nell’uso vivace dei colori.

Come in tanti romanzi, anche qui la storia centrale è accompagnata nella sua evoluzione da piccole storie parallele di figure minori che contribuiscono ad arricchirla. Una lettura piacevole e di qualità per i ragazzini che, grazie alle parole e alle immagini, trovano nel graphic il valore amplificato di una storia dinamica che li coinvolge direttamente, li fa divertire, commuovere e, forse, anche interrogarsi.

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