La meraviglia della scoperta

Barbara Gallavotti, divulgatrice “allieva” di Piero Angela

Dopo il successo di pubblico della prima edizione, andata in onda la scorsa primavera, dal 15 aprile è tornato su RaiTre, il sabato alle 21.45, “Quinta dimensione. Il futuro è già qui“, programma di approfondimento e divulgazione scientifica di Rai Cultura condotto da Barbara Gallavotti. Confermata la formula in quattro puntate, ognuna dedicata ad un tema guida che viene declinato in varie sfaccettature, aprendo la strada a diversi racconti che portano lo spettatore a viaggiare tra luoghi e argomenti, alla scoperta della quinta dimensione dell’universo, quella della conoscenza, della curiosità, della capacità di osservare e indagare la natura per anticipare le sfide del futuro, come recita la presentazione del programma su RaiPlay, dove sono disponibili tutte le puntate già trasmesse.

Biologa e giornalista, cresciuta alla scuola di Piero Angela, autrice nel 2019 di un libro quasi profetico (“Le grandi epidemie: come difendersi”), che l’ha portata alla ribalta del grande pubblico come opinionista fissa nel programma di Giovanni Floris Dimartedì su LA7 durante la pandemia, Barbara Gallavotti è riuscita a ritagliarsi uno spazio di attenzione sempre più ampio, facendo valere una lunga gavetta sempre dedicata alla divulgazione scientifica, costruita tra mondo accademico e museale, libri e televisione, fino ad arrivare ai social.

La solida competenza e la capacità di spiegare con parole semplici concetti complicati sono alla base dello stile comunicativo della Gallavotti, sempre misurato e accompagnato da un sorriso garbato. Uno stile non nuovo sul piccolo schermo, se pensiamo non solo agli Angela, padre e figlio, ma anche a Sveva Sagramola, reinterpretato con un tocco personale che unisce le doti di autrice alla padronanza del mezzo televisivo.

La prima puntata di questa seconda edizione è partita da Parigi, a quattro anni dall’incendio che devastò il tetto della cattedrale di Notre Dame, per raccontare il sempre più stretto legame tra arte e scienza. Tra riprese spettacolari ed inedite dell’immenso cantiere, interviste ai protagonisti dell’imponente opera di restauro e parentesi dedicate ad approfondimenti storici, supportate anche da frammenti animati, lo spettatore è stato accompagnato alla scoperta di tante meraviglie riportate alla luce dal passato con tecniche sempre più raffinate, fino a testare le possibili applicazioni artistiche dell’intelligenza artificiale. Alla fine rimane la sensazione di aver imparato qualcosa di nuovo, e la curiosità di saperne di più.

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