L’esigenza di fraternità

Nei primi film proposti a Venezia molti richiami alle relazioni fra i popoli e al riscatto degli ultimi

Venezia – La rinnovata facciata del Palazzo del Cinema al Lido ha assunto un aspetto più austero, tolti i petali rossi da sagra paesana, con il suo bianco totalizzante impreziosito da un incantevole gioco di luci creato dalle trecento bolle disegnate dallo staff tecnico della 74° Biennale del Cinema e realizzate da Seguso. Il colore bianco domina anche la piazza antistante con i suoi cinquanta zampilli della nuova fontana.

In questa atmosfera di freschezza architettonica il film inaugurale “Downsizing” del regista Alexander Payne ha avuto il suo brillante contorno mondano con la sfilata sul red carpet del protagonista del film, Matt Damon, e l’elogio della critica all’indomani. Il contenuto del film si snoda in una meditata e surreale parabola narrando degli scienziati norvegesi di Bergen che riescono nello esperimento di ridurre un essere umano fino all’altezza di 12 cm. per donare all’umanità una minore spesa e minore produzione di gas e rifiuti tossici con un impatto favorevole sull’ambiente. Matt Damon è l’eroe: influenzato dall’eroica esule vietnamita Hong Chau diventa un benefattore dei reietti. Un film colmo di spunti di generosità e di prospettive ottimistiche. Il regista dirige con rara professionalità: tolte le sequenze di prevedibilità ingenua, ha saputo donarci squarci da antologia. La città di Leisureland dove vivono i lillipuziani resterà il messaggio natalizio 2017 (il film uscirà in quel periodo) per milioni di spettatori per celebrare la consapevolezza dell’esistenza dei reietti e del loro irrimandabile riscatto.

In contemporanea il film “Nico”, proiettato nella sezione “Orizzonti , in cui si esalta la musica e la voce di Christo Paffgen, la musa degli anni Sessanta-Settanta di Warhol e dei Velvet Underground. Proietta la tragica realtà di un’Europa del dopoguerra e l’atmosfera drogata di gruppi musicali e i tentativi di ribellarsi alle mortali iniezioni. Il film firmato dalla regista Susanna Nicchiarelli, è girato con magistrale freddezza e persuasività.

Si susseguono tre pellicole in concorso, tutte affratellate da un' esigenza di fraternità e d’amore; per esprimerla i registi ricorrono al linguaggio fabulatorio: ecco allora il lavoro di Guglielmo del Toro “The Shape of water”, una parabola del conflitto tra il mondo reale e mondo stellare la cui risoluzione consiste di forzarsi di capire l’altro per conoscerlo e amarlo meglio. Pure in “Insult” del libanese Ziad Doueiri i contrasti tra palestinesi e libanesi si appianano tramite un unico punto di incontro : la sofferenza che tutti accomuna e purifica. Il terzo film di Paul Schrader “First Reformed” pone la necessità di una Chiesa Protestante dalla faccia pulita di interrogarsi sul creato dopo gli stimoli della “Laudato sì'”.

Don Milani è ospitato nelle proiezioni speciali con il documentario di Alessandro D’Alessandro “Barbiana ‘65 la lezione di don Milani”: una fenomenale sequenza di parole e scene in cui il sacerdote-maestro espone assieme ai suoi ragazzi la sua didattica che rivoluzionerà la pedagogia contemporanea. Don Milani, all’inizio diffidente, ha voluto seguire scena per scena infondendo la freschezza delle sue amorevoli, eccezionali intuizioni.

Al traguardo del primo premio del Festival è arrivato quello di “Città di Venezia” collegato all’Assessorato alla Politica del Comune di Venezia, al Centro Culturale Candiani di Mestre e alla Biennale di Venezia, diretto e fondato dal critico cinematografico Michele Serra. Il premio è finalizzato a valorizzare e diffondere la cinematografia dei Paesi in via di sviluppo.

Proiettata in prima mondiale la pellicola premiata ” Behind Venice Luxury- un Hazara in Italia” di M. Amin Wahidi . Il regista racconta di un ragazzo afgano dell’etnia Hazara, l’etnia più disprezzata dell’Afghanistan perché composta da poveri pastori e contadini dalla terra non feconda.

Ragazzo intelligente e determinato arriva in Italia 10 anni fa senza conoscere la nostra lingua e privo di mezzi, si china disperatamente sui libri, culturalizzandosi in economia sino a riuscire a creare una sua impresa commerciale bene avviata. La pellicola porta a conoscenza i problemi sociali presenti in terra afgana e la desolante arretratezza di estesissime zone , anche e soprattutto a causa del dominio dittatoriale dell’etnia Astheu Apasthum. Una coraggiosa e arditissima denuncia a poteri forti e vendicativi. Il racconto filmico procede in scioltezza, semplicità e sicurezza e si assorbe l’addolorato grido di aiuto di etnie abbandonate a se stesse ma sotterraneamente ricche di risorse da scoprire e rilanciare. Da qui il significato del titolo: dietro la lussureggiante Venezia si nascondono popoli che cercano una loro dignità.

Anche il cortometraggio premiato “”Alla ricerca di una casa” di Aluk Hamiri, possiede questa irruente forza di messaggio presentandoci un gruppo affamato di cani randagi che corteggiano i passanti per ottenere affetto e protezione, ma inutilmente : metafora, condotta in leggerezza stilistica, di popoli randagi che cercano di essere ascoltati.

Giacomo Botteri e Farida Monduzzi

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina