L’Helleborus pazzerello fiorisce d’inverno

Pianticella simbolo di rinascita, è perenne e comprende circa trenta specie

Oggi vorrei proporre una pianticella a dir poco sorprendente per la sua forza, bellezza e “pazzia”. Anonima e solitaria durante l’anno, decide di far la vanitosa e fiorire in pieno inverno col freddo e la neve.

Nel linguaggio dei fiori è simbolo di liberazione da uno stato d’animo negativo, un dolore o uno stato di angoscia, insomma di rinascita. Visti i tempi che viviamo godiamoci questa pianta fino in fondo.

Il suo nome di origini greche è “Helleborus”. Pianta perenne, appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee. Comprende circa 30 specie, alcune dotate di fusto (caulescenti) altre sprovviste (acauli). Le specie acauli sono le più conosciute e longeve (fino a 25 anni).

Tra queste il più conosciuto è l’Helleborus Niger o “Rosa di Natale”. Secondo una leggenda sarebbe stato portato in omaggio a Gesù Bambino da una povera pastorella che aiutata da un angelo, trovò tra la neve nei pressi della grotta natale questa sorprendente piantina fiorita.

Si suppone che l’Helleborus attraversò numerose epoche di cambiamenti geologici, diffondendosi lungo le coste Mediterranee dal Sud Est Asiatico all’Occidente. Oggi trova il suo areale di maggior diffusione nei Balcani.

Pianta brevidiurna in grado di fiorire solo quando la luce del giorno permane meno di 12 ore. Il fiore è formato da sepali, cioè da appariscenti foglie modificate e dall’aspetto grazioso. Il loro colore varia a seconda delle specie e delle varietà: bianco, rosa, rosso acceso, verde, bianco con sfumature colorate…

Al centro del fiore vi è un anello di “nettari” gialli che derivano dalla trasformazione dei petali ed hanno lo scopo di attrarre i pochi insetti attivi nel periodo invernale.

Ma com’è possibile la sua fioritura in una stagione così fredda? Due sono gli adattamenti messi in atto da queste specie.

Il rizoma (fusto modificato) dell’Helleborus contiene sostanze di riserva che garantiscono resilienza agli stress causati dal freddo e dalla siccità.

A ciò si aggiunge la capacità di ridurre il turgore cellulare quando la temperatura scende al di sotto dello 0 (fino a – 30°). In questo caso le foglie ed i fiori si piegano fino a terra. Appena le temperature risalgono si innesca il processo inverso: foglie e fiori tornano gradualmente in posizione eretta.

Oggi esistono moltissime varietà ibridate di Helleborus che si adattano a coltivazione in vaso o in giardino. Ama posizioni ombrose o semi ombrose, terreni ricchi di calcio, anche argillosi ma con presenza di humus. Ama essere lasciato tranquillo, innaffiature regolari, resiste alla siccità. Non va potato bensì periodicamente ripulito dalle foglie gialle o secche.

Le specie di Helleborus Viridis, Niger e Foetidus sono presenti allo stato spontaneo in alcuni areali del Trentino Sud occidentale.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina