Michele Comite racconta l’Alzheimer domenica 17 all’Auditorium Melotti a Rovereto

Una scena dello spettacolo di Michele Comite

Nell’ambito della due giorni di sabato 16 e domenica 17 dicembre dedicata alla malattia di Alzheimer, organizzata a Rovereto dal Collettivo Clochart e CiMeC Università di Trento in collaborazione con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, è programmato anche uno spettacolo teatrale proposto dal Collettivo Clochart che domenica 17 dicembre alle 20.30 porterà in scena all’Auditorium Melotti in prima nazionale “SBIADITO. Quando la malattia bussa alla porta”.

Si tratta di uno spettacolo scritto e diretto da Michele Comite, che esplora il profondo e delicato tema della demenza in modo empatico e sincero, offrendo al pubblico un’esperienza emotiva e toccante. Un viaggio commovente presentato attraverso l’arte della danza. In scena le attrici Viviana Pacchin e Stefania Favero.

L’emozionante coreografia firmata da Hillary Anghileri vuole catturare l’evoluzione dei ricordi che sfumano, come colori che si sbiadiscono lentamente nel tempo. La protagonista rappresenta con maestria le sfide che le persone affette da demenza affrontano quotidianamente, dal momento in cui la malattia si fa strada nelle loro menti fino alla perdita graduale di connessione con la realtà. I costumi evocativi e l’uso creativo della scenografia, curata da Gigi Giovanazzi, Sergio Debertolis e Anna Ucosich, aggiungono un livello di profondità visiva alla narrazione, aiutando il pubblico a immergersi completamente.

“Sbiadito” è uno spettacolo che si inserisce in un percorso di educazione alla diversità e alle situazioni di disagio intrapreso dall’Associazione Collettivo Clochart fin dalla sua fondazione. Usando il linguaggio della danza e del teatro si vuole sensibilizzare all’argomento della demenza e in particolare della malattia di Alzheimer. Verranno rappresentati i tratti tipici della demenza, la distorsione percettiva di chi ne è colpito e il dolore dei famigliari. Si vuole inoltre denunciare la diffusione dell’amnesia digitale, soprattutto tra i giovani che demandano sempre più ai dispositivi elettronici i processi di memorizzazione atrofizzando il cervello e la capacità di memorizzazione.

Lo spettacolo si basa su un’analisi scientifica svolta in collaborazione con il Centro Interdipartimentale Mente e Cervello (CIMEC) dell’Università di Trento e le associazioni che lavorano sul tema della demenza. Un’analisi che, oltre agli importanti numeri della malattia (si stima più di un milione di pazienti e circa 3 milioni di persone coinvolte nella loro assistenza), ha evidenziato quanto a livello nazionale ci sia una carenza di consapevolezza del problema sociale di questa malattia: basti pensare che nel pianeta viene diagnosticato un nuovo caso ogni tre secondi. L’informazione e la sensibilizzazione sono affidate a canali ufficiali che usano un linguaggio scientifico a volte troppo complicato e non sempre efficace per lo scopo.

Usando un’arte performativa come linguaggio immediato e non didattico, lo spettacolo vuole pertanto sensibilizzare tutti sull’esistenza della malattia e sull’impatto devastante di chi ne è colpito, stimolando la riflessione sull’importanza della prevenzione attraverso l’allenamento quotidiano, non solo cognitivo ma anche fisico.

I biglietti si acquistano su www.boxol.it/centrosantachiara/it oppure direttamente in teatro.

In scena domenica 17 dicembre alle 20.30 Auditorium Melotti a Rovereto.

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