È innegabile: gli autori del Nord Europa hanno una dote speciale per affrontare i temi più delicati nei libri per i giovani lettori. Lo fanno con onestà e leggerezza, anche nei graphic novel, come in Kurt! (Ma allora mica è tutto morto!) (S. Lemire, R. Bregnhøi, Sinnos; età 9+), una storia a fumetti sulla morte.
Kurt, il criceto di Dea, è stato investito da una bici e giace fermo in un silenzio inquietante. Dea, la sua padroncina, non è pronta a dirgli addio: continua a sperare che l’animaletto ricominci a muoversi, mentre il suo amico Svend cerca delicatamente di farle accettare che Kurt non è più vivo. In un flashback si vede che è stato Svend a investire Kurt, ma non è questo il punto centrale della storia. È il loro rapporto con la morte. Dea pensa a sua nonna, che è morta e di cui sente ancora la mancanza. Svend invece, non conosce nessuno che sia morto, quindi è più incerto di fronte a questo argomento. Nel libro i due sono in un cimitero per trovare un posto dove seppellire il criceto. Improvvisamente, ma senza far loro paura, appare il fantasma di un uomo, Kurt, che, sentendo il suo nome, crede che i bambini stiano parlando proprio di lui. Nell’incontro con lo spettro diventa più facile per i due ragazzini parlare della morte. Kurt gli racconta dei suoi tanti figli e delle sue mogli. Gli racconta della vita e della morte delle tante persone che ha conosciuto. Kurt sa, però, raccontare anche storie di animali domestici che sono morti, e queste storie dimostrano che, in confronto, il criceto ha avuto una bella vita. Il fantasma ha anche un modo suo per continuare a ricordare chi non c’è più. Vale a dire scegliere una stella come centro del contatto tra il vivo e il morto. L’incontro con il fantasma aiuta Dea a dire addio al suo criceto Kurt e insieme organizzano per lui un bel funerale.
Non è una storia macabra, anzi, è una storia piena di calore e sentimento, in cui gli aspetti tristi vengono addolciti dalle illustrazioni meravigliose e stravaganti. Ironia e un tocco di umorismo rendono il tema serio più accessibile, offrendo sul tema uno sguardo forse un po’ assurdo, ma nuovo e privo di retorica.
Un libro adatto ad un pubblico pre-adolescente che cerca storie anche su questioni importanti ma non troppo impegnative da leggere. Un libro che li diverte, ma che aprendosi serenamente sul mondo interiore, li può fare anche riflettere e ragionare.