Peaky Blinders, l’immortale chiude il suo cerchio

Dopo 6 stagioni e 36 episodi è un lungometraggio a chiudere, almeno per ora e a scanso di sorprese, la saga dei Peaky Blinders, la serie che dal 2013 al 2022 ha raccontato tra qualche spunto storico e molta fantasia, la storia della banda criminale che nel periodo dopo la Prima guerra mondiale ha imperversato sulla città di Birmingham.

Non a caso, parte da uno spunto storico anche “The Immortal Man”, il film distribuito da Netflix come la serie, che riprende il filo della storia qualche anno dopo il termine della sesta stagione, ovvero nel 1940, in piena Seconda guerra mondiale. Dei totalitarismi del primo Novecento si aveva avuto un assaggio anche in precedenza, con gli umori nazifascisti che tentavano di fare breccia nell’Inghilterra di Churchill. Ora, con il conflitto che infuoca l’Europa, la Germania nazista prova ad allargare il suo dominio anche oltremanica non solo con le bombe. Più subdolo ma potenzialmente efficace, il piano che si propone di coinvolgere la criminalità organizzata inglese punta ad affossare l’economia del Regno immettendo una quantità spropositata di denaro falso nel sistema.

Un piano che, a Birmingham, deve per forza scendere a patti con i Peaky Blinders, che hanno da qualche tempo fatto i conti con un deciso ricambio generazionale. A capeggiarli, oggi, c’è Duke Shelby, figlio primogenito di Tommy che, ritiratosi nella sua villa di campagna assieme al fidato Johnny Dogs, fa i conti con i tanti fantasmi del suo violento passato.

Un ritiro che non potrà durare a lungo: a turbare la sua ricerca della tranquillità arriveranno prima la sorella Ada, poi alcuni gitani a ricordargli le sue origini, infine gli eventi che lo travolgeranno, costringendolo a tornare a riprendersi la scena per salvare quello che è rimasto della sua famiglia.

È proprio il valore della famiglia, seppur dannata come quella degli Shelby, il collante che dopo aver legato i protagonisti e gli eventi delle sei stagioni della serie tv, fa da motore anche nella vicenda di “The Immortal Man”. Tra colpi di scena e tradimenti veri o presunti il confronto tra Tommy Shelby e il figlio Duke fa così da sfondo all’avventura che li vedrà tornare sui canali con la banda fino al porto di Liverpool, per scegliere tra la ricchezza del denaro sporco di sangue dei nazisti o la lealtà al loro Paese, ma soprattutto alla loro gente perseguitata dai tedeschi.

Le cupe ambientazioni di una sempre grigia Birmingham, una colonna sonora come sempre di assoluta qualità, la solita intensità di Cillian Murphy e l’imprevedibile follia di Barry Keoghan nei panni di Duke, poi quel senso di “familiarità” dei tanti comprimari che hanno accompagnato la serie fino a qui – spezzato dall’azione che ha contraddistinto i passaggi cruciali di ogni stagione -: gli ingredienti del film che idealmente porta a conclusione la saga sono quelli giusti per arrivare alla fine in maniera naturale, e in qualche modo rendere immortali i Peaky Blinders.

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