Si può ben immaginare che un bambino di seta abbia bisogno di cure straordinarie e di massima attenzione perché la delicata materia di cui è fatto non si rovini. Così, accudito con amore dalla madre per anni, tenuto lontano da ogni spina, da ogni lacrima, dal sole e dalla pioggia, “Il bambino di seta”.
(K. Haritos, Mimebù; età 6+), timido e riservato, vive ogni giorno la sua vita protetta, ma molto solitaria. Un giorno, attratto dai suoni allegri e dalle luci sfolgoranti di una festa, decide di abbandonare la sua gabbia dorata. Lo spettacolo meraviglioso, carico di musica, profumi, luci, colori e persone, lo incanta e lo chiama irresistibilmente. In mezzo alla festa, appena ci si accorge di lui, tante mani cercano di strappargli via un filo della sua preziosa seta. Tutti tirano e strattonano, finché il bambino non si lacera in mille pezzi. Solo un piccolo sarto, povero ma determinato, accorre in suo soccorso. Con pazienza e dedizione, ripara, rattoppa, ricuce e ricompone il bambino con del robusto filo di cotone. Da quel momento, nulla li può più separare. Raccontata in versi e con uno stile senza tempo, questa fiaba esplora la gentilezza umana e il prendersi cura degli altri senza paura di mostrarsi per ciò che si è veramente. La storia dell’autore greco Kiriakos Haritos sembra raccontare che la vulnerabilità è essenziale per la sensibilità, e questa, a sua volta, è la sostanza prima dell’amore.
Tra le righe si legge anche del coraggio che serve per uscire dal proprio nido sicuro ed aprirsi al mondo. Le immagini vibranti e intense di Vassilis Koutsogiannis amplificano e riflettono con delicatezza il mondo emotivo del protagonista e di tutta la storia. Un libro affascinante sull’amore e sull’accettazione che racconta dell’essenza che costituisce le persone e del loro io più profondo, del desiderio di appartenere a qualcosa e di ritrovarsi negli altri. Un libro che si presta a molte letture differenti e che può piacere a lettori di diverse età.