Quante volte i bambini si lamentano perché non sanno cosa fare. E i grandi immediatamente cercano di trovare qualcosa per loro. Della noia, infatti, spesso si ha una percezione negativa perché la si associa a un senso di vuoto che va subito, o quasi subito, riempito. Il tempo “vuoto”, però, può essere una risorsa per la creatività e offrire spazio per nuove idee.
Rita, la protagonista di “Che noia!” (Terre di Mezzo; età 5+) scopre da sola il potenziale di questo stato d’animo. Nelle prime pagine, la bambina è nella sua camera e niente riesce ad interessarla, né le attività che fa normalmente, come leggere, disegnare o giocare, né le cose che si inventa sul momento come saltare davanti allo specchio, allungarsi sul pavimento o abbandonarsi in completo silenzio su una pila di cuscini, con la testa riempita da un “sasso polveroso” al posto del cervello. Ed è proprio questo abbandonarsi al nulla, senza cercare di contrastarlo a tutti i costi, che dà il via alla sua immaginazione. Il primo pensiero di Rita è che, di sicuro, ci saranno molte altre persone annoiate come lei; il secondo che queste persone possono essere caricate su un autobus e portate in un posto speciale: l’Isola della Noia. Qui ogni annoiato trova qualcosa di assolutamente straordinario da fare: suonare in una band, parlare con le balene, giocare con i legnetti della spiaggia … . Ad un certo punto, però, le fantasticherie di Rita vengono interrotte dal grido della sua mamma che la chiama per la cena. Peccato andare: Rita adesso si sta proprio divertendo!
Un albo illustrato dalle immagini colorate e divertenti, forse anche un po’ strampalate come strampalate sono le scene che nascono dalla fantasia della bambina. Una storia che con umorismo racconta una delle situazioni più familiari a bambini e adulti. Un libro che i primi lettori sapranno apprezzare anche in lettura autonoma.