Nel fortunato e ancora ricercato volume di Vita Trentina “Chiesette alpine”, il delegato per la pastorale turistica don Bepi Grosselli e la collaboratrice Roberta Giampiccolo tracciarono un panorama completo sulle chiesette alpine sui monti trentini. La ricerca, fondata su fonti scritte e tradizioni orali, documentò come la maggior parte furono volute e realizzate dagli alpini. “Segnano così i momenti di una lenta riconquista del mondo a Dio – osserva nella prefazione Franco de Battaglia – prendono Cristo, la Madonna e i santi come testimoni di una pace voluta, invocata, ricercata”. L'elenco è inevitabilmente incompleto, ma possiamo ricordare: la chiesetta di Santa Zita (vedi anche pag. 9), del Contrin, di Valmaggiore e di Cavelonte, di val Moena, della Regina della Pace a Pampeago, del Passo Lavazè, di Montemezza, di val Campelle, delle Desène e di malga Broi, al Bocheto di Levico, all'Alberè di Tenna, al Puzn in val dei Mochenialla tomba di Costasavina, della Vernèra, del Lago Santo in val di Cembra, a Ponciach e in Maranza, a passo Borcola e sul Pasubio, sul monte Zugna e a passo Buole, al passo Pelagatta, in Bordala, al Campo di Lasino, a Malga campo di Drena, al monte di Nago, al passo dell'Usol, al Passo Daone, al Passo Duron e all'Alpo sopra Storo, alla Ragàda, in val di Breguzzo e in val di Bondone, alla diga di Bissina, a valle Aperta di Condino, al Spiaz del Piof di Molveno e al rifugio Pedrotti sul Brenta, a Malga Selva in val di Sole, al rifugio Larcher, nelle località nonese di Sous, Macaion, Roèn, al rifugio Sores, al monte Peller.