Sviluppo sostenibile… malgrado il virus

La sostenibilità è al centro della Strategia Provinciale approvata oggi, venerdì 15 ottobre, dalla Giunta

Il 1° settembre è cominciato il cosiddetto “Tempo del Creato” che la diocesi di Bolzano-Bressanone dedica alla riflessione e preghiera sul tema dell’ambiente. Un’iniziativa che quest’anno raccoglie l’eco dell’enciclica Laudato si’, che papa Francesco ha pubblicato cinque anni fa.

Cinque anni compie anche l’importante decisione di oltre 150 Stati membri delle Nazioni Unite di dare il via alla cosiddetta Agenda 2030, “per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente”. L’Agenda 2030 si articola in 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS/SDGs, Sustainable Development Goals) e 169 sotto-obiettivi, i quali mirano “a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza e allo sviluppo sociale ed economico”. Inoltre riprende aspetti di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile quali il contrasto ai cambiamenti climatici e la costruzione di società pacifiche entro l’anno 2030.

“Ottenere dei miglioramenti per il raggiungimento degli obiettivi nel giro di quindici anni non sarà una impresa facile”, scriveva l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. “Ma la precedente esperienza, fondata su degli obiettivi globali prefissati, ci ha dimostrato che è un metodo che funziona. Gli Obiettivi per lo sviluppo del Millennio, che furono adottati nel 2000, hanno migliorato le vite di milioni di persone. La povertà globale continua a decrescere; sempre più persone si sono viste garantire l’accesso a fonti migliori d’acqua; un maggior numero di bambini frequenta le scuole elementari; e una serie d’investimenti mirati alla lotta contro la malaria, l’Aids e la tubercolosi hanno salvato milioni di persone”.

La pandemia globale rischia ora di determinare una battuta d’arresto in questo percorso potenzialmente virtuoso. L’Istat monitora periodicamente lo stato di attuazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Quest’anno, nel relativo rapporto, si fanno alcune riflessioni anche sui primi mesi del 2020, quelli del coronavirus. “Le interconnessioni riguardano ovviamente l’obiettivo relativo a salute e benessere (Goal 3), ma hanno effetti anche su altri obiettivi, quali l’aumento della povertà (Goal 1) e delle diseguaglianze, insieme alle difficolta nei campi profughi, per i migranti e per i richiedenti asilo (Goal 10)”. La pandemia influisce sugli obiettivi legati al mondo del lavoro e della scuola “trovando una popolazione non uniformemente preparata”, ma anche “l’uguaglianza di genere (Obiettivo 5) è un tema rilevante per via del ruolo di rilievo delle donne e dei pericoli cui vanno incontro nella situazione attuale”.

La Rete dell’Alto Adige per la Sostenibilità si è presentata lo scorso 19 agosto. Essa offre la possibilità a gruppi, associazioni e organizzazioni di rafforzarsi come promotori, sul territorio altoatesino, di elementi di cambiamento in linea con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Nel corso della conferenza stampa sui prati del Talvera è stato presentato il portale online, www.future.bz.it, che invita tutte le parti interessate ad aderire come partner.

La Rete è nata dall’unione di molte realtà, attive da decenni in Alto Adige nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza globale. “Il coronavirus – ha detto l’operatrice Caritas Judith Hafner che coordina la Rete – ci ha mostrato quanto rapidamente possano ridursi i nostri margini di manovra. Questo vale anche per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma possiamo ancora tracciare la rotta per un futuro in cui valga la pena di vivere e per questo dobbiamo contribuire con tutte le nostre competenze”.

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