A volte ne esce qualcuno di nuovo, oppure altri già visti ritornano, ed è bello incontrarli. Basta saper aspettare o saperli cercare e si rivedono sugli scaffali nelle librerie, oppure esposti in biblioteca. Sto parlando di quei libri che escono dalle strade più battute e offrono storie diverse. Come i libri di Bernard Friot. Uscito per la prima volta in Italia nel 2020, è appena stato ripubblicato, per esempio, il suo “Storie di calzini e altri oggetti chiacchieroni” (Il Castoro; età 8+).
“Se si osserva da vicino la produzione editoriale per i bambini – afferma l’autore in una intervista – ci si rende conto che in fin dei conti è molto standardizzata. La maggior parte dei libri è ben lungi dall’essere varia quanto il suo pubblico, che comprende persone di età, percorsi di vita e gusti molto diversi”. E’ proprio questa idea che spinge Friot a cercare continuamente nuove strade. Il libro di oggi racconta la storia di Enzo, un ragazzino un po’ cicciottello, che incomincia a vedere gli oggetti della sua vita quotidiana mettersi a parlare: scarpe da ginnastica, dizionario, cuscino, porta d’ingresso, pettine e tanti altri diventano dei veri e propri chiacchieroni. Tutto in casa di Enzo ha qualcosa da dire. E nella nostra? Forse basterebbe solo saper ascoltare. I bambini non trovano problematico che un oggetto prenda la parola, e questo espediente di far parlare le cose ha permesso all’autore di affrontare in modo leggero ogni sorta di tematica, dal corpo che cambia o che non piace, alla storia del proprio nome, dagli incubi notturni agli atti di bullismo a scuola e la storia di uno zainetto alla fine della sua vita, lo ha fatto parlare anche della morte.
Venti capitoli per venti racconti rapidi, umoristici, ironici, poetici e spiazzanti in tipico stile Friot. Una lettura leggera, ma non banale o inutile, perfetta per i giorni di vacanza.
Un libro che inizia prima dell’indice e non finisce mai, poiché le ultime pagine sono vuote e lasciano tanto spazio al lettore o alla lettrice per scrivere, se vogliono, le storie che i loro oggetti raccontano ogni giorno.