Lino Bertanza, tutor di fattoria didattica

Come si macina il grano? Come si mungono le mucche? Chi vive nei paesi di montagna conosce gli antichi gesti contadini, ma per i giovani di città tante attività rurali risultano spesso sconosciute. Attualmente circa una ventina, stanno diffondendosi anche in Trentino le cosiddette fattorie didattiche, ovvero aziende agricolo e agrituristiche che si aprono al pubblico per proporre varie attività. Il conduttore, definito tutor di fattoria, didattica, frequenta un percorso formativo per ottenere questa qualifica. La sua passione per gli animali e la terra deve infatti essere affiancata dalla capacità organizzativa e dalle competenze didattiche.

Lino, che cos’è in poche parole una fattoria didattica?

Si tratta di un’attività che va ad integrare quella del contadino o del gestore di impresa agrituristica. Nelle fattorie didattiche viene offerta l’opportunità a bambini e adulti di ascoltare una lezione sul campo, rapportandosi in maniera diretta con il mondo agricolo.

Chi svolge il lavoro più importante all’interno della fattoria didattica?

Principalmente, persone che vi lavorano come il contadino, l’allevatore, il cuoco… Il tutor riveste però un ruolo fondamentale, poiché organizza e coordina tutte le attività.

Quali sono i suoi compiti?

Il tutor, spesso proprietario della stessa azienda agricola, è il conduttore-maestro della fattoria didattica. I suoi compiti quindi sono vari: dallo spiegare ai visitatori le attività presentate all’interno della fattoria, al gestire il personale che collabora in questa attività didattica.

Come si diventa tutor?

Per ottenere questo diploma bisogna frequentare un corso di un centinaio di ore, dove degli esperti spiegano le nozioni fondamentali: i contenuti scientifici, gli approcci alle scolaresche, la gestione della fattoria.

Questi corsi sono aperti a chiunque, ma privilegiano naturalmente chi già lavora nel settore agrituristico.

Che attività si svolgono all’interno delle fattorie didattiche?

Sono molto differenziate: in alcune, ad esempio, si impara a fare il pane, la pasta o i dolci tipici – come pan di Spagna, strudel o torta di mele -, in altre, ricavate all’interno di mulini ancora funzionanti, ci si dedica alla macina del grano. Vi sono poi anche antiche segherie, dove si trovano vecchi strumenti per tagliare il legno, o strutture in cui è possibile osservare la lavorazione del latte e la produzione del formaggio. Il tutto si svolge naturalmente a stretto contatto con gli animali domestici.

Di che animali si tratta?

Una grande varietà di bestiame: conigli, galline, maiali, cavalli e mucche, non dimenticando quelli più rari come il lama, il criceto e il porcellino d’India, che si possono acquistare o scambiare, come da tradizione, presso le aziende agricole o nelle fiere.

Cosa mangiano gli animali?

I requisiti di una fattoria didattica sono severi anche a questo proposito: gli animali devono essere nutriti con mangimi biologici o integrati, cioè senza aggiunta di prodotti chimici dannosi.

Dove si trova la fattoria didattica più grande in Italia?

Nel Veronese, ed è davvero imponente. Pensate che vi sono più di 30 mila visitatori all’anno. Vi arrivano anche 10 scolaresche contemporaneamente, attratte da attività gettonatissime, come il “viaggio” sul trattore attorno al podere.

Quanto si paga solitamente per l’ingresso?

In proporzione a quanto si riceve; c’è infatti la possibilità, oltre che di mangiare i prodotti tipici, di scegliere quali attività praticare. Mediamente, si può passare una giornata in una fattoria didattica spendendo 10 euro.

Quante sono le fattorie didattiche in Trentino?

In Trentino il numero sta crescendo. Attualmente se ne contano 25, nonostante questo tipo di attività sia nata da circa trent’anni in Austria e nel nord Europa.

In Italia ne ve sono molte in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Recentemente poi la Provincia ha definito i requisiti per poter gestire ed organizzare una fattoria. Un’attività didattica quindi molto seria, che non si può inventare o improvvisare.

Ora che ha il diploma di tutor, aprirà una fattoria didattica?

Coltivo da sempre la passione per l’agricoltura e ammetto che questo è il mio sogno nel cassetto che spero di riuscire a realizzare in futuro. Quest’attività, a mio modo di vedere, ha un futuro assicurato. Speriamo che le fattorie didattiche continuino a crescere e a svilupparsi, soprattutto in Trentino.

intervista a cura della 5°A della scuola elementare “Clarina” di Trento

Carta d’identità:

Nome: Lino

Cognome: Bertanza

Segni particolari: gestisce un’azienda agricola. Si è diplomato tutor di fattoria didattica.

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