Il de-scrittore di montagne, Fabrizio Torchio

Parliamo oggi dell’attività di chi scrive libri dedicati alle montagne o guide escursionistiche: più che uno scrittore (questa parola fa pensare ad un narratore o romanziere) è un de-scrittore di montagna. Generalmente è un hobby, una passione, che grazie all’interesse di un editore si trasforma poi in una pubblicazione e arriva in libreria. La molla principale deve essere la curiosità, la voglia di esplorare, di trovare “cosa si vede dall’altra parte della cima”. Dopo aver studiato le cartine e aver preso appunti sul territorio, è importante saper descrivere a parole – magari con l’ausilio di foto appropriate – le escursioni ed i sentieri.

Cosa ti ha spinto a fare questa attività?

La voglia di andare in montagna, di esplorare, di conoscere vie e sentieri. E poter raccontare agli altri lo splendido territorio trentino. Ho cominciato ad arrampicare a 16 anni, grazie alla passione montanara di mio padre che mi portava con lui.

Il gruppo più bello da te frequentato?

Sono molti. Ho un debito d’affetto verso il gruppo di Brenta che ho studiato all’inizio della mia attività ed ho percorso per circa 3 anni insieme all’amico Enzo Gardumi che è anche un ottimo
fotografo (nella foto sopra).

Che strumenti devi usare?

Gli scarponi, lo zaino e il corredo dell’alpinista. Poi uno strumento particolare, il registratore sul quale annoto informazioni e osservazioni. Poi si devono conoscere libri e cartine geografiche: la nostra non è mai una scoperta, semmai una ri-scoperta.

Lavori da solo o insieme ad altri?

Preferisco in compagnia di amici, ma talvolta vado da solo e allora dialogo con me stesso.

Ti capita di incontrare fauna selvatica?

Certo, soprattutto all’alba. Camosci, caprioli, un giorno mi sono imbattuto anche in un orso e l’ho fotografato da lontano.

È un’attività divertente?

Certamente, ma purtroppo non la posso svolgere a tempo pieno. Soltanto un paio di alpinisti in Italia vivono facendo solo i descrittori di cime. In altri casi sono giornalisti del settore,
che compilano anche guide.

Come nasce un suo libro?

Quando hai raccolto materiale a sufficienza su un determinato gruppo montuoso, lo proponi ad un editore. Ci vuole poi una scelta di fotografie, si cura l’impaginazione, si correggono le
bozze per evitare gli errori e poi il libro va in stampa.

Non sbagli mai?

Certo, è una preoccupazione costante. Soprattutto quando non hai punti di riferimento. Devi saper avvisare il lettore di questo.

Sono importanti le fotografie?

Certo. Tant’è che ormai ci sono addirittura le fotoguide di montagna, con immagini sulle quali vengono tracciati i sentieri. Talvolta bisogna aspettare con pazienza le condizioni ideali di luce per fotografare una montagna.

Ti sei mai fatto male?

Niente ti grave, solo qualche caduta e qualche volo che mi hanno ricordato che la montagna comporta anche dei rischi.

Ti piace la letteratura di esplorazione?

Moltissimo, vi consiglierei sempre un buon libro di avventura. Penso ti spinga poi a provare l’avventura vera in montagna.

Hai mai avuto paura?

Sì, soprattutto in ascensioni impegnative, quando incappavo in temporali furiosi. La paura spinge alla prudenza.

Ti sei mai perso?

Molte volte. È un’esperienza doverosa perché ti insegna a trovare la strada e a prestare grande attenzione a tutti i segni sul territorio.

Come si riesce a trovare gli aggettivi giusti?

Una guida è un’opera descrittiva, non di letteratura. Talvolta le ripetizioni sono d’obbligo, ma è importante cercare di trovare i verbi, gli aggettivi e i sostantivi che meglio rappresentano quel
che vedi.

È importante conoscere i sentieri?

Sì, è necessario conoscere la sentieristica di una zona e poi sapersi anche affidare alla memoria dei frequentatori della montagna di un tempo che conoscono le vecchie vie. È importante essere onesti, descrivere le cose come stanno.

Il suo modello?

Ricordo con affetto e devozione Achille Gadler, il compilatore trentino più bravo che ha dedicato la sua vita a quest’attività e che ha scritto i testi fondamentali per la conoscenza delle nostra montagne. Molto bravo è anche il milanese Luca Visentin, che è addirittura editore delle proprie guide.

intervista a cura della classe V B della scuola elementare “Clarina” di Trento

Scheda:

Nome: Fabrizio

Cognome: Torchio

Segni particolari: giornalista. Sogna di fare il compilatore di guide a tempo pieno

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