Utetd, la cultura non ha età

In trent'anni, l'Università della terza età e del tempo disponibile ha coinvolto complessivamente oltre 6 mila “studenti”]

[Partecipando ad attività formative e culturali è possibile sviluppare capacità di socializzare, di confrontarsi e di esprimersi, per sentirsi integrati nel tempo presente

La sede di Pergine dell’Università della terza età e tempo disponibile ha festeggiato, in occasione dell'ultima lezione dell'anno accademico, i trent'anni di attività della preziosa istituzione che ha avvicinato complessivamente oltre 6 mila “studenti”, che hanno potuto aggiornarsi su una molteplicità di argomenti culturali, ma anche impegnarsi in attività fisiche.

Era stata la Scuola Superiore Regionale di Servizio Sociale di Trento (ora Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale) a istituire questi particolari corsi, pochi anni dopo che in Francia era stata istituita la prima università per anziani. Anima di quell'operazione era stato il direttore prof. Pietro Nervi, che avrebbe poi proposto l'iniziativa in altri centri della provincia.

Obiettivo, come venne precisato fin dall'inizio, “promuovere la formazione e l'aggiornamento culturale delle persone adulto-anziane che abbiano interessi specifici sui problemi sanitari, economici, giuridici, psicologici, storici, umanistici”. L’esperienza di questi anni – sostengono i promotori – ha confermato che partecipando ad attività formative e culturali è possibile sviluppare capacità di socializzare, di confrontarsi e di esprimersi, per sentirsi integrati nel tempo presente ed essere protagonisti della propria vita sia in ambito privato sia nelle relazioni sociali e comunitarie. Il coinvolgimento ai corsi culturali delle persone adulte-anziane ha inoltre favorito lo sviluppo di un senso di appartenenza dal quale sono nate in modo autonomo forme di produzione culturale, attività di carattere socio-ricreativo ed iniziative di volontariato sociale.

Con questi obiettivi e intendimenti anche il Comune di Pergine accettò la proposta di avviare questa esperienza e nel 1983 (sindaco Adriano Crivellari e assessore alle attività sociali Sergio Sartori) ne deliberò l'istituzione. Il primo anno accademico fu inaugurato il 6 ottobre 1983 in sala Maier, con una settantina di iscritti. Da allora è stato un crescendo nelle iscrizioni e nelle proposte culturali e quest'anno si è chiuso con 316 iscritti (in linea con le iscrizioni dell'ultimo decennio), che hanno frequentato le lezioni presso la sala auditorium delle scuole don Milani.

Tema di studio “Il Rinascimento”, articolato su Storia dell’arte, Storia della letteratura, Guida all’ascolto della musica, storia, il pensiero religioso, il pensiero etico-filosofico, le scoperte scientifiche. Argomento che, proprio per festeggiare i 30 anni di attività, si conclude proprio in questi giorni con una trasferta di tre giorni a Firenze per esaminare dal vivo il patrimonio dell’architettura rinascimentale. In occasione dei trent’anni di attività è stato impostata, con la collaborazione dell’architetto Renzo Giovannini, una ricerca-studio sullo scultore Giovanni Linzo, scultore perginese del 1500, approfondendo l’argomento anche con un viaggio in Svizzera dove l’artista era fuggito perché accusato di eresia, con una mostra ed un filmato.

In occasione della festa di chiusura dell'anno accademico, il 25 marzo scorso, il coordinatore dei corsi Gianluigi Torre ha consegnato i diplomi a una trentina di studenti che vantano più di vent'anni di frequenza. Ai primi posti Lina Beber con 28 anni di frequenza, seguita da Nerina Bortolamedi con 26 e da Alice Goller con 24.

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