“Ad Aldo…”

La sala polifunzionale del paese è stata intitolata all'indimenticata figura di Aldo Lorenzi fondatore di ben quattro cori e figura eminente nell’alta valle di Non

Ad Aldo Lorenzi, fondatore di ben quattro cori e figura eminente nell’alta valle di Non, è stata intitolata sabato 17 gennaio la sala polifunzionale di Don, in occasione del secondo anniversario della sua scomparsa. È stata celebrata una messa in suo onore, alla quale erano presenti i suoi cori e diverse autorità, tra le quali il sindaco Adriano Piffer che ha illustrato la figura di Lorenzi alla comunità.

“È stato doveroso dedicargli questa sala per la sua opera svolta per la diffusione del bel canto e del recupero di vecchi canti. Aldo è riuscito a unire i Comuni di Amblar e Don tramite la passione per la musica”, ha spiegato l'assessore alla cultura Emma Anzelini. “È importante ricordare il nostro illustre concittadino e dare un tributo al musicista, al capocoro, al ricercatore di canti popolari, ma specialmente all’animatore del piccolo paese dell’Alta Anaunia”, ha spiegato Luigino Endrighi, che ha coordinato gli interventi.

L’intitolazione della sala insomma, come è stato ricordato, è stato un atto dovuto da parte di una comunità, che ha ricevuto molto in termini di servizio liturgico, di formazione musicale e di iniziativa sociale. Per 60 anni, infatti, Lorenzi ha accompagnato con la sua musica i momenti salienti della vita religiosa e civile del paese, innanzitutto come organista e direttore del coro parrocchiale di Don e Amblar, non perdendo mai, in tanti anni, una mssa o un funerale, e poi come fondatore e direttore delcCoro Roen, con cui ha allietato feste, ricorrenze e manifestazioni canore di tutti i tipi. A queste esperienze canore, ha ricordato ancora Endrighi, si ne sono poi aggiunte altre due nel corso dei decenni: il coro misto “El Plaz” (canti della tradizione popolare) fondato nel 1995 e “I coristi delle chiese d’Anaunia” (repertorio liturgico in latino), nato nel 1998”.

Dopo la messa di anniversario, i quattro cori, inserendosi ad arte nella presentazione di Endrighi, si sono resi protagonisti di un commosso ricordo del loro capocoro, ripercorrendo, con le loro canzoni, i momenti salienti della sua attività musicale: tanti colori di un’unica grande passione per la musica, messa a servizio della comunità. Quattro repertori, vocalità, timbri e stili esecutivi diversissimi, testimonianza di un talento vivace e poliedrico, che nella sua ricerca musicologica ha raccolto sul territorio dell’Alta Val di Non più di cento canti popolari che stavano ormai uscendo dalla memoria collettiva della gente.

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