In campo, insieme!

L'Unione Italiana Sport Per tutti dallo scorso 19 ottobre, organizza il campionato a 7 amatoriale. In campo, oltre alla passione, anche il volontariato e la solidarietà, per un calcio senza barriere che crei inclusione reale

“Un altro tipo di calcio, nessuno escluso!” non deve essere solo uno slogan, ma la realizzazione pratica dello sport per tutti, in grado di creare inclusione reale. È l'obiettivo del Comitato Territoriale di Trento dell'UISP, che, dallo scorso 19 ottobre, organizza anche il campionato a 7.

“È il primo tentativo, a distanza di dieci anni dalla chiusura del campionato amatoriale a 11. Abbiamo deciso di farlo sulla scorta dell'esperienza maturata con il torneo regionale 'Fuorigioco', nato nel 2011 e rivolto a soggetti di associazioni e cooperative operanti nel campo della salute mentale e del disagio”, sottolinea Tommaso Iori, presidente provinciale, dal 2013, dell'Unione Italiana Sport Per tutti. “Lo spunto ce l'ha dato la collaborazione con realtà che si occupano dei circa 1.500 profughi richiedenti asilo attualmente in Trentino: Kaleidoscopio, Punto d'approdo, Centro Astalli e ATAS. Volevamo un altro campionato che rappresentasse uno spazio di inclusione reale. L'obiettivo è di coinvolgere più società calcistiche possibili della provincia, per creare ulteriori opportunità di integrazione. L'importante è che non restino progetti singoli, ma che trasformino il sistema sportivo locale, rendendolo sempre più permeabile a queste nuove cittadinanze”.

Simbolicamente, il campionato a 7 amatoriale è iniziato il 24 settembre a Canova di Gardolo, con un pomeriggio di calcio non competitivo in occasione della Giornata Nazionale dei Giochi della Gentilezza.

“Sei – di cui quattro miste, oltre all'UISP Trentino e alla Polisportiva Clandestina Trento, composte non solo da ragazzi richiedenti asilo, ma anche da operatori e studenti universitari esterni – sono le formazioni iscritte, un centinaio invece i giocatori, ossia una quindicina per squadra”, spiega Iori, classe 1983, portiere dell'UISP. “La formula è quella del girone all'italiana, con partite di andata e ritorno, al termine delle quali, a maggio 2017, si disputeranno i playoff. Giochiamo ogni mercoledì e giovedì, dalle 19.30 alle 21.30, sul campo del parco di Canova, messo a disposizione dall'Associazione Charisma. Uno degli hashtag che abbiamo ideato, #pancettebenaccette, la dice lunga sullo spirito di questo torneo, lontano dall'agonismo esasperato. Alla forma, compresa quella fisica, preferiamo la sostanza”.

La vincitrice parteciperà alla finale regionale con l'UISP di Bolzano e, in caso di un nuovo successo, alla fase nazionale di Rimini. “Ma qui, viste le finalità, le squadre sono tutte vittoriose in partenza, a prescindere dai risultati”, chiosa Iori. “Quello che a noi interessa davvero è un altro tipo di calcio, socializzante e senza barriere, che dica di no al razzismo, alla discriminazione sessuale e all'omofobia. Uno sport per tutti, insomma, che metta al centro la persona. Ragazzi, nella fattispecie, che, pur di giocare, hanno risparmiato il bonus giornaliero di 2,5 euro ricevuto dall'ente pubblico, il cosiddetto pocket money, per pagarsi la visita medica di 35 euro”.

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