Da Trento nuovo slancio per l’“altra” difesa

Venerdì 4 e sabato 5 novembre gli “Stati generali per la difesa civile, non armata e nonviolenta”, prima occasione in Italia di riflessione e incontro tra società civile e politica sulle possibilità alternative alla difesa armata, hanno fatto registrare l’attenta partecipazione di attivisti ed esperti, con una grande condivisione di intenti e di obiettivi che ha stimolato un dibattito intenso e approfondito.

L’iniziativa è stata ospitata e organizzata – insieme con le reti nazionali che promuovono la campagna “Un’altra difesa è possibile – dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani. “Siamo estremamente orgogliosi di aver ospitato la prima edizione degli Stati generali della difesa civile, non armata e nonviolenta – ha detto Massimiliano Pilati, presidente del Forum –. Avere riunito sotto lo stesso tetto persone capaci e determinate nel lavorare per un mondo migliore e libero dalla violenza delle armi e della guerra ci ha dato ulteriore carica per continuare il nostro lavoro cominciato la bellezza di 25 anni fa con l’approvazione della legge istitutiva del Forum da parte della Provincia di Trento”.

Gli Stati generali sono partiti dall’analisi della situazione attuale, cercando di comprendere quali siano oggi le vere minacce per i popoli e per le persone, anche nel ricordo dei 50 anni delle devastanti alluvioni del 4 novembre 1966 in centro e nord Italia, per ampliare poi lo sguardo fino a comprendere l’impatto del commercio di armi e delle spese militari. Si è detto che l’esportazione di armamenti non può essere considerata, come invece fa il recente “Libro Bianco della Difesa”, un modo per equilibrare la bilancia dei pagamenti. Quanto alle spese militari, hanno colpito le cifre fornite dall’Osservatorio Milex per il 2017: la spesa militare italiana si manterrà ben al di sopra dei 23 miliardi di euro complessivi.

Confronti e dibattiti hanno avuto anche un taglio propositivo, concentrandosi su ruolo, funzioni, prospettive del Servizio Civile Nazionale, già oggi parte fondante e preponderante della Difesa non armata della Patria per passare poi al modello in costruzione dei Corpi civili di pace già in corso di sperimentazione, anche se con molte difficoltà che sono state analizzate nel corso dei lavori. Non ultima, la scarsa dotazione di fondi. Senza dimenticare l’importanza della ricerca e dell’approfondimento con la valutazione dell’idea di un Istituto di ricerca sulla Pace sul Disarmo inserita all’interno della Proposta di legge lanciata dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile”.

La tavola rotonda conclusiva – protagonisti i deputati di diversi schieramenti politici promotori del Progetto di legge alla Camera – ha confermato l'impegno a fare in modo che le Commissioni competenti della Camera discutano il testo nelle prossime settimane, per continuare il percorso di allargamento culturale del concetto di Difesa ed ottenere finalmente, come già la legislazione attuale prevederebbe, una casa istituzionale per le forme non armate di intervento nei conflitti e nella protezione di persone e territori.

“Questi Stati Generali hanno confermato la maturità e l’enorme ricchezza di contenuti e proposte della nostra Campagna, che vuole aprire nel Paese una discussione seria sui temi della difesa e della sicurezza”, osserva Mao Valpiana, coordinatore della Campagna, che si concentra ora sul Parlamento, per ottenere la messa in calendario della discussione della proposta di Legge già sottoscritta da 74 deputati.

E’ in corso fino alla fine del mese di novembre una raccolta di firme su migliaia di cartoline che saranno recapitate ai deputati perché si arrivi a discutere la Legge entro questa legislatura. Per ulteriori informazioni: www.difesacivilenonviolenta.org.

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