A “ruota libera”, per ripartire

Una bicicletta personalizzata
Due ruote per partire, o meglio, ripartire; un manubrio per intraprendere una nuova strada; dei pedali per farlo con fatica, impegno e serietà. Si può certamente riassumere così il senso di “Ruota libera Bike factory”, bottega sociale inaugurata venerdì 17 febbraio in via Setaioli a Rovereto.

Di cosa si tratta? Questo progetto, che si pone a metà fra la creazione di un atelier ed un laboratorio, nasce sulle basi di “Ruota libera Riciclofficina”, uno spazio di integrazione socio-lavorativo avviato già da un paio di anni dall’associazione Ruota Libera, con il sostegno economico del comune di Rovereto. Nel concreto, questa è una vera e propria officina per biciclette, nella quale vengono eseguiti lavori di riparazione e manutenzione.

“Il tutto sotto l’insegna della professionalità e del reinserimento sociale”, spiega Michele Pedrotti, presidente dell’associazione. Gli operai di questo laboratorio sono infatti uomini e ragazzi che, usciti a vario titolo dal mondo del lavoro, sono alla ricerca di nuove competenze ed opportunità da sfruttare poi in un’occupazione stabile.

La situazione economica, il numero sempre più alto delle richieste d’utenza, l’impossibilità di alimentare un progetto solido ed efficace con il solo volontariato; tutto questo ha spinto Ruota Libera a ricercare uno strumento di sviluppo per gli utenti, che allo stesso tempo permettesse però di aumentare le entrate sotto la voce dei ricavi, da finalizzare alla ricerca di una totale indipendenza economica. Nasce così la Bike Factory, una vera e propria bottega sociale, in cui sarà possibile acquistare una bicicletta usata oppure farsene produrre una nuova, su misura e personalizzata, grazie all’assemblaggio di diversi materiali di recupero.

Come detto, però, la Bike Factory non sarà solo un laboratorio, ma molto di più. Essa sarà soprattutto una seconda ed importante tappa per ragazzi coinvolti nella Riciclofficina. Come valida alternativa ad un tirocinio formativo, essa vedrà adoperarsi nei suoi 200 metri quadrati i ragazzi, oltre una trentina, che più sono riusciti a cogliere e raccogliere dall’esperienza all’interno del servizio avviato nel 2015.

La città di Rovereto conferma così, ancora una volta, il proprio impegno sociale e solidale. Lo fa, in particolare, dando un “senso civico” a questi spazi di reinserimento, come ha voluto sottolineare l’assessore alla mobilità Carlo Plotegher, accompagnato all’inaugurazione dal collega delegato alle politiche sociali Mauro Previdi. Presente anche l’assessore al commercio, turismo ed artigianato Chiesa. “Questo progetto parallelo non avrà influenze positive solo nell’ambito sociale- ha continuato poi Plotegher- ma anche in quello della mobilità e dell’ambiente, come vera e propria finestra su un futuro segnato da una mobilità sempre più dolce e sostenibile£.

Senza alcuno scopo di lucro, Bike Factory è quindi un luogo di incontro tra il mondo della bicicletta da una parte, e la possibilità di crescita formativa e lavorativa dall’altra. Non solo. Essa è una vera e propria scommessa che l’intera comunità di Rovereto pone a sè stessa. È una sfida che coinvolge il presente ed interpella il futuro, un investimento sociale che parla la lingua del progresso e dell’attenzione; ma è soprattutto un’opportunità nuova. Un’opportunità da curare, crescere e lanciare.

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