Lavoro, provinciali in stato di agitazione

Non si placano le polemiche dopo la delibera di Giunta che punta a riorganizzare la Pat facendo rientrare i dipendenti in sede e prolungando gli orari di lavoro sino alle 19.30 e alla mattina del sabato.

Dopo il colloquio avuto a margine della manifestazione di venerdì scorso con l’assessore Spinelli i sindacati infatti non hanno avuto alcun segnale, anzi, denunciano una presa in giro. “Quando Spinelli diceva “intanto tiriamo la corda ancora un po’!” giocava come il gatto col topo”, lamentano in un comunicato congiunto Cgil-Fp, Cisl-Fp, Uil-Fp e Fenalt, dichiarando lo stato di mobilitazione del personale.

Allo stesso tempo i sindacati annunciano che la delibera sarà impugnata, “per carenza e contraddittorietà delle motivazioni, contrasto con le norme per la sicurezza Covid-19 e condotta antisindacale”, e chiedono la verifica delle condizioni del mantenimento del marchio “Family Audit” a causa dell’introduzione di misure che contrastano coi fini e gli obiettivi di conciliazione famiglia-lavoro.

“I dipendenti in smart working hanno garantito tutti i servizi pubblici nel periodo di lockdown ai cittadini trentini, riorganizzandosi nel giro di 1 settimana autonomamente e con mezzi propri. Lo hanno fatto garantendo qualità, capacità di adattamento e tempestività, molto spesso a proprie spese: oggi da amministrazione modello sul territorio diventano improvvisamente parassiti e privilegiati, i nuovi nemici da indicare al pubblico ludibrio per puro consenso elettorale: tutto questo è inaccettabile”, prosegue il documento che termina con la convocazione di un’assemblea il primo luglio prossimo, presso la Sala della Cooperazione di Via Segantini a Trento.

“Una protesta in qualche modo attesa“, la definisce Fugatti ai microfoni di Radio 1 Rai durante la trasmissione Centocittà: “Ho avuto modo di parlare con il personale provinciale e c’è anche condivisione. L’orario viene riorganizzato ma rimangono ancora alcune ore in smart working. I dipendenti rientrano perché è giusto ma cercheremo di sfruttare le positività che ci possono essere state”. Nessuna intenzione di concedere aperture da parte del presidente: “In questa situazione in cui si torna alla normalità anche gli uffici pubblici devono far parte di questa normalità. La situazione epidemiologica si è stabilizzata, questo permette un ritorno alla normalità, se dovesse cambiare nelle prossime settimane rivedremo queste scelte”.

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