La pandemia della fame

Gli interventi della Caritas e della Focsiv raggiungono le fasce più deboli e vulnerabili delle popolazioni nel mondo, come quelle del Sud Sudan, nella foto

Il mondo ha sempre più fame. È questa la principale conclusione del Rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo, pubblicato il 13 luglio dalle Nazioni Unite.

Nel 2019 erano 690 milioni le persone che vivevano la fame come realtà quotidiana, ovvero l’8,9% della popolazione mondiale, mentre erano oltre 2 miliardi, il 25,9% della popolazione mondiale, le persone costrette a mangiare meno del necessario e a mangiare cibi con un valore calorico meno dell’indispensabile. L’obiettivo 2 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite – “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” entro il 2030 – si allontana sempre di più.

Il tema della fame è il primo affrontato dalla Campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” promossa da Caritas Italiana e FOCSIV. La diffusione del COVID19, e le misure di blocco adottate hanno reso questa situazione ancora più drammatica e le conseguenze della pandemia hanno causato un aumento delle diseguaglianze e una drastica diminuzione delle risorse essenziali per la sopravvivenza.

Sempre il rapporto SOFI indica come la pandemia potrebbe aggiungere tra 83 e 132 milioni di persone al numero totale di denutriti nel mondo entro la fine del 2020 a seconda dell’andamento dell’economia mondiale. Una pandemia ben peggiore di quella sanitaria, una pandemia della fame, che le stesse stime non riescono a disegnare e a rendere così reale come si sta evidenziando.

Al momento possiamo avere solo una vaga idea del dramma che sta investendo l’intero Pianeta: quello degli ultimi e degli invisibili, le cui vite neppure rientrano nelle statistiche ufficiali. È ancora presto per misurare il reale impatto di quanto è avvenuto e sta avvenendo, nei Paesi del ‘sud globale’, ma anche nelle nostre società ricche e industrializzate. Il grande paradosso è che, come evidenziato negli ultimi anni, con la fame aumenta anche l’obesità, in particolare quella degli adulti in tutte le regioni del mondo. Si tratta di una “piccola” contraddizione, oppure di un sintomo preciso che il sistema non funziona?

La fame non è stata causata dalla pandemia, ma questa ultima rende ancora più evidenti le contraddizioni del mondo nel quale viviamo. La fame non è mai un evento accidentale provocato dalla mancanza di cibo e di risorse, la realtà è che è la conseguenza della iniqua distribuzione e del cattivo uso del cibo e delle risorse. La vera riforma non dovrebbe essere quella dell’indiscriminato aumento della produzione, ma il frutto di un cambiamento radicale della gestione delle risorse e delle filiere alimentari, della valorizzazione dell’agricoltura legata ai territori e di quella familiare, sistemi di piccola scala. Sistemi che svolgono un ruolo imprescindibile per una gestione sostenibile del territorio, che già oggi produce il 70% del cibo disponibile sul Pianeta. Sono proprio quei piccoli contadini, tuttavia, che si trovano sempre più marginalizzati, espulsi dalla loro terra a causa del crescente fenomeno dell’accaparramento delle terre, il cosiddetto “land grabbing”. Liberare il mondo dalla fame si può e si deve. Ma questo è un obiettivo raggiungibile solo attraverso percorsi di giustizia, il rispetto delle persone, la cura per il Pianeta.

Sul sito della Campagna www.insiemepergliultimi.it, accanto a materiali di approfondimento e riflessione su questo tema, vengono proposti interventi nelle varie aree del mondo delle Caritas e dei soci FOCSIV.


LA CAMPAGNA

La Campagna sollecita un gesto concreto per sostenere gli interventi nelle varie aree del mondo delle Caritas e dei soci FOCSIV (62 interventi in Africa, Medio Oriente, Asia, America Centrale, America Latina, Europa dell’Est e Balcani) che raggiungono le fasce più deboli e vulnerabili delle popolazioni nel mondo.

Opere che puntano a restituire a tanti uomini, donne e bambini i propri diritti fondamentali, a partire dal cibo, cure mediche, salute, istruzione, lavoro, azioni concrete che mirano a costruire relazioni, dialogo, pace, giustizia sociale, concorrendo allo sviluppo integrale dell’umanità, secondo quanto lo stesso papa Francesco ci ha indicato nella sua Enciclica Laudato Si’ . Perché nessuno sia lasciato indietro e solo, in questo tempo di mare in tempesta.

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