Scuola, in un sondaggio la ripartenza vista dai genitori

Sono tanti gli spunti che emergono dal sondaggio promosso tra le varie componenti del mondo della scuola dalla Consulta Provinciale dei Genitori, dal 21 agosto al 6 settembre scorsi, per raccogliere suggerimenti ed opinioni in relazione alla problematica “Scuola e Covid-19“, in particolare sulla gestione messa in atto in Trentino da marzo ad oggi e alle proposte avanzate per la riapertura.

Circa 3000 le risposte arrivate, in grande prevalenza proprio dalla categoria dei genitori (il 93%), equamente distribuiti nelle 4 aree della Provincia, che evidenziano un’attenzione importante alla ripresa in sicurezza e nello specifico a tematiche non del tutto risolte anche dopo la prima settimana di lezioni.

Decisamente condivisa l’esigenza di un progressivo ritorno alla “normalità”, imprescindibilmente legato alla sicurezza: l’84% delle risposte infatti avverte il bisogno di un rientro alla vita scolastica “regolare”, in presenza, che garantisca il diritto allo studio, il benessere, la socializzazione, il contatto umano tra docenti e studenti, ma nel rispetto di regole di sicurezza chiare e misure di prevenzione in grado di tutelare la salute di tutti. Tra queste il tema “mascherina” appare quello maggiormente sentito, con una maggioranza di genitori contraria all’utilizzo continuativo in classe, che suggerisce l’utilizzo di test rapidi e/o tamponi, con risultati tempestivi, e la presenza di personale sanitario a scuola, per facilitare la valutazione di eventuali sintomi ed evitare il rischio di confondere “semplici” raffreddori stagionali con sintomi Covid.

Per affrontare le criticità legate all’organizzazione “interna” alla scuola ed ai servizi correlati, soprattutto quelli in cui è prevedibile un maggiore assembramento come la mensa, i trasporti o le aule affollate, i genitori suggeriscono una riduzione del numero di studenti per classe ed un’ottimizzazione del calendario scolastico e degli orari del tempo scuola, almeno in una prima fase di monitoraggio, senza tuttavia voler alimentare fobie ingiustificate e terrorismo psicologico, evidenziando invece la necessità di un maggiore supporto a famiglie/lavoratori, soprattutto in previsione di una possibile quarantena, attraverso strumenti quali congedi, smart working, connettività/fibra.

Giudizio negativo sulla Didattica a Distanza, così come si è svolta durante il lockdown, per il 77% dei genitori, che suggeriscono un’ottimizzazione della risorsa, soprattutto nella scuola secondaria, anche attraverso la formazione dei docenti, per garantire omogeneità nell’erogazione di una DAD adeguata ed efficace in vista di un suo possibile riutilizzo per finalità di sicurezza o in caso di nuovo lockdown. Non vanno ignorate poi, secondo i genitori, le criticità, strettamente connesse al tema DAD, relative alla qualità della connettività e alla disponibilità di dispositivi.

Anche l’organico docenti preoccupa i genitori: chiamati ad agire – oggi più di prima – come “comunità” educante, attenta sia al recupero delle carenze formative, accumulate durante la chiusura forzata della scuola, che alla gestione degli effetti psicologici del lockdown, soprattutto sui più piccoli e fragili (BES/DSA), per i quali si richiede una maggiore attenzione alle esigenze specifiche. In una minoranza di casi i genitori evidenziano la scelta, generata da sfiducia, di tenere i figli a casa ricorrendo all’istruzione familiare.

Uscendo dall’aula, un’ulteriore problema estremamente rilevante emerso dal sondaggio è quello legato all’informazione e alla comunicazione: i genitori chiedono esplicitamente più qualità, quantità, chiarezza, tempestività, dialogo, condivisione e meno confusione, incertezza, misure calate dall’alto e senza ascolto delle parti coinvolte. La carenza di chiarezza dell’informazione e dell’affidabilità della comunicazione appare un elemento di criticità rilevante a tutti i livelli istituzionali, ancor più del percepito di competenza, credibilità e coerenza. “I genitori manifestano smarrimento di fronte alle incongruenze (di forma e contenuto) che si manifestano nelle esternazioni dei diversi organi, tra gli ultimi e più eclatanti esempi quelli relativi al (mancato) sostegno alle famiglie, gestione degli assembramenti nei trasporti (prima/dopo salita sul mezzo) e distribuzioni delle mascherine, pubblicizzata e mai avvenuta, con i genitori costretti a fornirle ogni giorno ai propri figli per entrare in classe”, recita il comunicato della Consulta Provinciale dei Genitori, che per evitare strumentalizzazioni rimanda al post-voto la pubblicazione integrale dei dati del questionario.

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