Condominio in via Grazioli, via l’ultima antica pergola

L’edificio storico con la pizzeria e il giardino con pergola in via Grazioli e, a destra, il progetto della nuova palazzina che sarà realizzata

Un altro edificio ”multipiano” impattante, suscettibile di sconvolgere la vivibilità e la qualità della vita sta per sorgere a Trento.

In via Grazioli. Formalmente in regola appare fuori da ogni contesto e fa parte di quella opera di “distruzione” della cintura urbana adiacente al centro storico che sembra stia diventando sistematica. L’edifico è previsto nei pressi di quell’angolo stupendo caratterizzato dalla chiesa dei Francescani e dalla salita alberata che la raggiunge.

Verrà abbattuta la casa che ospita la pizzeria Veruschka, meritevole di ristrutturazione certo, ma non di una radicale trasformazione in condominio, anche perché conserva l’ultima “pergola” della città, quegli angoli di respiro verde un tempo numerosi e ora pressoché scomparsi.

Non è la prima operazione dirompente che, lavorando sulle cubature, viene consentita. Bisognerebbe forse rispolverare certe carte del compianto professor Renzo Leonardi (che a suo tempo riuscì a salvare dallo sfregio un tratto di via La Val a Povo) per capire, ma tutti possono misurare la dirompente violenza di recenti costruzioni in via Altipiani, in via a Prato, fra via San Bernardino e via Barbacovi…

Questa corsa “distruttiva”, più che costruttiva, va fermata. Non è degna di una città come Trento. Lo chiede una lettera-denuncia alla Soprintendenza che verrà consegnata anche al Comune di cui è primo firmatario lo scrittore Renzo Francescotti, sottoscritta da molti altri cittadini. Ma è un problema urbanistico generale .

f.d.b.

 

Siamo un gruppo di abitanti della via Grazioli, al confine dello storico rione della Busa, nato nei primi decenni del 1500 quando il principe vescovo Bernardo Clesio attuò la deviazione della Roggia Grande dal Fersina per fornire forza idrica ai “molini”, ovvero ai laboratori artigianali distribuiti lungo le rogge della città.

Sino ai primi anni del ’900, quando fu aperta la Via Grazioli, la stretta e serpeggiante Via Molini congiungeva la Busa (primo quartiere artigianale di Trento) con la città. La Via Grazioli nacque come una via borghese di palazzi, palazzine e villette che partiva da Piazza Venezia (allora Piazza d’Armi) e arrivava alla Busa: di fatto era la via più moderna della città, con una sua fisionomia primo Novecento e Liberty.

Ora abbiamo appreso che esiste un progetto di abbattimento della storica palazzina di tre piani corrispondente ai numeri civici 136/140, che vede il pianoterra occupato dal ristorante-pizzeria con giardino “Veruschka”, per far posto ad un grigio edificio di grandi dimensioni, sopraelevato rispetto alla attuale palazzina.

Il moderno edificio assolutamente fuori contesto, farebbe da testata alla confluenza di Via Grazioli con Via Molini, spazzando via tra l’altro la ultracentenaria pergola (l’ultima rimasta tra “osterie con pèrgola” che abbellivano i rioni della città). La vecchia palazzina ha tutta una sua storia, perché ospitava un’osteria e se ne possono leggere tuttora le vecchie insegne sbiadite che propagandavano il consumo e lo spaccio di vino, birra, bibite e liquori. Questa era l’ultima osteria della città avamposto verso le passeggiate sulla collina Est e verso la Marzola. Ne scrive il sottoscritto nel libro “I rioni di Trento” (UCT 1999): “La Pizzeria Veruschka ha preso il posto dell’osteria con pergola in cui affluivano nei giorni di festa gli abitati del rione, i gitanti di ritorno sulla Marzola…”.

Questa palazzina risalente a oltre un secolo fa è tutta circondata da edifici che ci risulta si siano salvati da possibili demolizioni o ristrutturazioni stravolgenti perché si tratta di edifici di interesse artistico, storico o documentario (citiamo gli edifici posti in via Grazioli ai numeri civici 17- 63 – 73 – 75 – 79- 95 – 99 – 132 – 150 ; in via Bonelli al n.6; in Via dei Molini al n.44; in Via Zara ai numeri civici 42- 46 – 50 ). Ha potuto godere di questa protezione culturale anche la palazzina accanto a quella che, secondo il progetto verrebbe demolita, posta al numero civico 132, di tre piani, quasi gemella di quella in questione, ma senza la pergola che è quasi un “unicum”.

Infine il progetto che abbiamo potuto conoscere nella sua simulazione stravolgerebbe questa parte di Via Grazioli anche nel suo skyline, in altre parole nella sua anima.

Per tutte queste ragioni e in avversione a una politica che permetta di demolire i fiori più rari della nostra città a vantaggio di avventate speculazioni, chiediamo che questo progetto urbanistico/architettonico – a cui faremo di tutto per opporci – non sia realizzato.

prof. Renzo Francescotti

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