A Gardolo. “Contro… Corrente nella pandemia”

A Povo e a Trento questo fine settimana due iniziative per pulire gli spazi comuni

Gardolo. Non sono solo la strada, la comunità, la fede e il servizio a guidare il clan “Corrente” del gruppo scout Agesci Gardolo 1. Tra le parole che compaiono sulla sua “carta” – il documento che racchiude il patto educativo del gruppo -, infatti, ci sono anche “ambiente” e “sogno”, che, come per ogni altro punto cardine degli scout, devono tradursi in azione.

Da qui, ci racconta Irene Gottardi, al primo anno di clan, deriva l’impegno a usare i mezzi pubblici, informarsi sulla questione ambientale, evitare l’eccesso di imballaggi, fare la raccolta differenziata in modo corretto… E raccogliere i rifiuti. Nelle ultime settimane, il clan di Gardolo 1 si è dedicato per due giornate al plogging, un’attività sportiva che, oltre alla corsa e alla camminata, prevede la raccolta dei rifiuti. “In occasione della prima uscita non eravamo molto organizzati – spiega Irene -, ma la seconda volta la Circoscrizione di Gardolo ci ha aiutato fornendoci i sacchi e le pinze per raccogliere le immondizie, che sono state differenziate e portate al Centro Raccolta Materiali”.

“Sogno”, invece, è una parola che caratterizza diversi gruppi scout, ma che il clan Gardolo 1 ha voluto mettere per iscritto. Ogni anno, infatti, è dedicato a un tema diverso, un sogno che accompagna il clan e che deve passare attraverso tre fasi: osservazione, discussione e azione. Quest’anno il Gardolo 1 sta svolgendo un percorso sulla ludopatia e sulle dipendenze. Dopo il film “Una nobile causa” (2016, regia di Emilio Briguglio), il clan si è confrontato con la psicologa Isabella Chirico. In futuro ci sarà un momento dedicato alle testimonianze delle famiglie di alcuni ludopatici.

“Adesso siamo alla fine della prima fase, quella dell’informarsi, e stiamo per addentrarci nella seconda, quella della discussione”, spiega la capo scout Annalisa Rossetti, assieme a Giovanni Moser e Martina Bonazza. “Nell’ultima fase cercheremo di concretizzare quanto abbiamo visto per restituire qualcosa alla comunità”, spiega Daniele Scaramuzza. “Ciò significa portare fuori dal clan l’argomento ludopatia. Qualche anno fa, ad esempio, dopo un viaggio in Bosnia Erzegovina per conoscere la realtà di quel Paese dopo gli anni della guerra, abbiamo organizzato uno spettacolo teatrale che ha avuto molto successo nella nostra comunità”.

Non si è limitato a questo il servizio che il gruppo scout del Gardolo 1 ha offerto alla comunità negli ultimi mesi. Tutto è cominciato a inizio pandemia, quando un capo scout ha messo a disposizione il suo numero di telefono per la spesa e per l’acquisto di farmaci per gli anziani e le persone in difficoltà. L’iniziativa di solidarietà ha riscosso molto successo: dopo la mobilitazione a cascata di tutti i capi educatori del Gardolo 1, è nata “Trento si aiuta”, inserita all’interno della rete provinciale “Resta a casa, passo io”. Il clan del Gardolo 1 si è mobilitato anche in occasione della nevicata che ha ricoperto Trento di bianco tra il 28 e il 29 dicembre 2020. Il clan si trovava sul Doss di Sant’Agata per una due giorni, ma è ridisceso per impugnare le pale e liberare Gardolo dalla neve. Sono stati sgomberati i marciapiedi, le fermate degli autobus e il piazzale dell’oratorio, ma anche gli spazi di Casa Lamar, la casa di accoglienza con la quale il clan collabora dall’anno scorso. “Ora che non ci si può incontrare faccia a faccia, di tanto in tanto facciamo compagnia online agli ospiti della casa, che altrimenti rimarrebbero isolati”, racconta Daniele.

Il servizio che i ragazzi e le ragazze del clan del Gardolo 1 sono invitati a fare, però, non è solo di gruppo. “Ogni anno, ognuno di noi si impegna a svolgere un’attività di volontariato individuale”, conclude Irene. “Io, ad esempio, ho scelto di fare volontariato a Koiné, lo spazio per genitori e bambini della cooperativa Progetto 92”.

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