“Restart”, le Acli premiano la creatività durante il Covid

Ben 25 le opere e un gruppo eterogeneo di persone che hanno partecipato al concorso delle Acli, dal titolo “Restart – creatività durante il Covid”

È già stato detto molto su come anche in tempi di pandemia si sia riusciti, tra lutti e difficoltà, a tirare fuori quel poco di bello che un’emergenza di tale portata ci ha concesso. Su queste stesse pagine, durante i complicatissimi mesi del primo lockdown, il racconto delle più interessanti “Risposte creative” al Covid-19 ha provato, di settimana in settimana, ad alimentare quell’anelito di speranza necessario per uscire da quel periodo buio, che i protagonisti delle esperienze narrate hanno saputo tenere vivo.

Oggi queste risposte, capaci di trasformare in straordinario l’ordinario di una quotidianità sempre uguale nel confinamento, se non spezzata dalla tragedia, sono state raccolte e premiate da un interessante concorso lanciato dalle Acli del trentino. Si intitola “Restart – creatività durante il Covid”, ed è giunto alla sua conclusione nella serata di mercoledì 7 luglio, quando al circolo Acli di San Bartolomeo si è tenuta la premiazione ufficiale dei vincitori. Ad aggiudicarsi un simbolico buono, per continuare a coltivare la passione nata durante il lockdown, sono stati i lavori di Gaia Marcorelli, prima classificata, che con il piccolo Marco di quattro anni ha raccontato con dei coloratissimi disegni il virus e l’isolamento attraverso gli occhi di un bambino; poi Mario Banal e i suoi simpaticissimi “omini del vento”, frutto di grande passione e manualità; terza infine la giovanissima Serena Bridi, che ha sfruttato le sue competenze di cucito e pittura per realizzare mascherine personalizzate, abiti e quadri di grande significato. Menzione speciale inoltre per Romina Michelotti, autrice di “Coco gioca col vento”, libro realizzato durante la quarantena e dedicato al fratello e volontario Acli Tomaso, prematuramente scomparso.

“Abbiamo voluto premiare il processo interiore che ha portato a queste creazioni, non solo le abilità manuali”, ci spiega Anna Baldessari, della Segreteria Provinciale delle Acli Trentine, raccontandoci la genesi del contest, che ha preso spunto dai tanti racconti sulle attività che ognuno di noi ha svolto nell’isolamento. “Ci è sembrato giusto definirli ‘piccoli grandi traguardi’ raggiunti dentro le mura di casa, perché si tratta di lavori creativi che ci hanno mostrato una profondità e una ricchezza notevole – aggiunge -. Ci è piaciuta la semplicità dei fumetti di Gaia Marcorelli e suo figlio, o l’intento degli Omini di vento di strappare un sorriso a chi passava davanti a casa. Abbiamo dato importanza alla ricaduta e al lato personale delle esperienze, per evidenziare come, anche nel momento più difficile, abbiamo dentro di noi le risorse che ci permettono di scansare lo sconforto ed evitare di lasciarci andare”.

“ANDREA L’ASTRONAUTA” E “MARINA LA STELLA” sono le due storie scritte ed illustrate durante l’anno di pandemia da Gaia Marcorelli assieme al figlio Marco, di 4 anni, che ha colorato i solari disegni della madre, che attraverso le rime e le illustrazioni ha saputo affrontare la paura del Covid e dell’isolamento attraverso gli occhi di un bambino.

Proprio l’aspetto personale, valore aggiunto delle attività raccolte dal concorso, è stato forse anche il lato più critico: “In tanti non se la sono sentita di esporre agli altri quanto scaturito da un momento così difficile. Non era scontato che questi contributi arrivassero”, spiega ancora Anna Baldessari. Alla fine i partecipanti sono stati ben 25, con storie originali che vedevano fondersi solidarietà e ingegno, crescita personale e originalità. Dagli strumenti musicali fatti in casa fino ai particolari lavori in lana e le storie di novelle cuoche, ma anche di pittori e scrittori, nonché di esperienze nel campo del modellismo e della costruzione di candele con materiali vegetali. Filo conduttore, nuovi hobby e passioni, uniti alla scoperta di particolari attitudini personali o di vocazioni a solidarietà e all’altruismo, spesso trascurate nella vita frenetica di tutti i giorni.

“È stato un periodo che ha messo in luce competenze che non tutti sapevano di avere. Valorizzare queste piccole testimonianze ora vuole essere da esempio per altri periodi difficili, di ogni tipo, prima di lasciarsi andare alla disperazione bisogna sempre provare a cercare in noi stessi qualcosa che ci aiuti a reagire”, ci dice ancora la responsabile delle Acli Trentine, che ora spera di dare un futuro a questa raccolta, magari in presenza, facendo in modo che gli i talenti emersi possano essere trasmessi anche fuori dalla cornice del contest e del periodo emergenziale: “Ci piacerebbe che chi ha partecipato si possa rendere promotore di quel tipo di creatività anche verso gli altri, per proseguire un’esperienza che è stata soprattutto di rete, con tante persone coinvolte anche nello staff. Non è stato soltanto un raccogliere, abbiamo tutti ricevuto e dato tanto”.

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