L’Università di Trento adotta un piano per la parità di genere: è tra i primi atenei a farlo

L’Università di Trento è tra i primi atenei italiani ad adottare il Gender Equality Plan (Gep), il “piano della parità di genere”, uno strumento ideato dalla Commissione Europea nel 2012 e promosso l’anno scorso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane.

Il Gender Equality Plan permette di tracciare linee guida da mettere in pratica per favorire l’equità. Si parla quindi di bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa, riequilibrio di genere in organi e posizioni di vertice, uguaglianza tra donne e uomini nel reclutamento e nella progressione di carriera, integrazione della dimensione di genere nella ricerca e nei programmi di insegnamento, e di contrasto a violenza, mobbing e molestie.

“Il cammino compiuto finora rappresenta uno stimolo all’adozione del Gender Equality Plan”, commenta Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento.

Tra le azioni messe in campo dall’Università di Trento c’è il Bilancio di Genere, adottato l’anno scorso, che permette di avere un’accurata analisi dei dati in ottica di genere: da questo bilancio si osserva come, al progredire della carriera, le donne si scontrino con il cosiddetto “soffitto di cristallo”. Nell’Università di Trento, le donne rappresentano il 50,6% della popolazione studentesca, il 51,9% delle persone laureate, il 37,8% della componente dottorale, il 45,2% delle persone assegniste, il 27,5% fra il personale di ricerca a tempo indeterminato, il 31,5% dei docenti di seconda fascia e solo il 17,1% dei docenti di prima fascia.

Il piano appena adottato, in particolare, vale per il periodo 2022-2024. “Il Gep di Ateneo 2022-2024 – prosegue Poggio – si propone come strumento finalizzato a pianificare, sostenere e monitorare in maniera organica e strutturata gli obiettivi di equità di genere dell’Ateneo, che andranno poi recepiti dal piano strategico di Ateneo per gli anni 2022-2027. Da gennaio 2022, inoltre, esso risulta necessario per l’adesione ad alcune fonti di finanziamento a livello europeo e nazionale”. I fondi in questione, in particolare, sono quelli dei bandi Horizon Europe e alcuni ambiti del Pnrr.

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