“Alt(r)e Visioni 2. Dialoghi artistici in una terra di mezzo” a Livo da venerdì 29 luglio

L’Associazione “Il Quadrifoglio” propone, dopo il grande successo della prima edizione, la mostra “Alt(r)e Visioni 2. Dialoghi artistici in una terra di mezzo” curata da Nicoletta Tamanini negli spazi di Palazzo Aliprandini Laifenthurn, a Livo, da venerdì 29 luglio fino a domenica 28 agosto. “Il Quadrifoglio” di Livo desidera continuare con questa l’iniziativa artistica culturale inserita all’interno della 5° edizione della manifestazione “Fior di Palazzo” ponendo questo lembo della Val di Non al centro di un dibattito artistico vivace e stimolante anche in epoca contemporanea.

Il progetto espositivo, curato come lo scorso anno da Nicoletta Tamanini e sempre ispirato al tema dell’incanto della Montagna intesa come luogo di serenità e bellezza, ma anche luogo di duro lavoro e solitudine per chi costantemente vi abita, propone in questa sua seconda edizione un variegato, quanto efficace dialogo artistico tra ben quattro pittori e uno scultore provenienti da zone assai diverse del territorio regionale. In un percorso allestito all’interno di tutto l’antico edificio Aliprandini – Laifenthurn si alternano opere realizzate con varie tecniche pittoriche e sculture lignee di varie dimensioni.

Più di una ottantina di opere ispirate, come detto, al territorio trentino, ai suoi boschi e laghi, alle cime innevate, all’asperità di alcune valli come la Valle di Cembra e testimoni, nella sezione scultorea, della potente espressività che scaturisce da opere realizzate con legni d’alta montagna nella culla per eccellenza della scultura, la Val Gardena. Il primo tra i pittori proposti per l’edizione 2022 di “Alt(r)e Visioni” è Silvano Nebl, artista molto amato e apprezzato dalla comunità nonesa e non solo, scomparso nel 1991 all’età di neanche 57 anni. Pittore neodivisionista, animo poetico e sensibile e grande cantore delle bellezze della sua valle, Nebl rappresenta il focus del percorso espositivo in quello che desidera anche essere un suo affettuoso ricordo a trent’anni dalla prematura scomparsa.

Accanto alle suggestive, colorate tele di Nebl si propongono e dialogano, ciascuno con più di una decina di opere, altri tre pittori contemporanei provenienti da varie zone del Trentino, diversi tra
loro, per stile, tecnica e manualità, a conferma di come un luogo come la montagna stimoli in ogni artista visioni e poetiche sempre originali e personali. Se Marco Arman, artista cembrano, con uno stile immediatamente riconoscibile per l’efficacia della sua sintesi pittorica, si fa interprete dell’asperità della sua valle assolata ricca di filari di viti, Mauro Berlanda di Locca di Concei cattura con la forza di una pennellata vibrante e colorata tutta la magia delle alte vette alpine e delle suggestive cime dolomitiche testimoni di un ecosistema prezioso oggi in situazione di forte criticità.

Mauro Larcher, clesiano come Silvano Nebl, incanta invece con la poesia silenziosa dei boschi e dei torrenti che scorrono in ogni punto della sua valle rivelando la bellezza di piante secolari trasfigurate dalla magia di una luce mattutina soffusa, quasi romantica. Proviene invece dal cuore delle Dolomiti ed esattamente da Ortisei, in Val Gardena, Armin Grunt autore di opere lignee di potente espressività che lo scultore realizza seguendo e assecondando le forme e le caratteristiche naturali del materiale che lavora. In mostra una quindicina di sculture di varie dimensioni dell’artista gardenese che esprimono, con rara efficacia, la precarietà, il tormento e la solitudine dell’esistenza umana contemporanea.

La mostra è resa possibile dal contributo della Provincia autonoma di Trento, della Regione Trentino Alto–Adige, del Consorzio B.I.M. Adige, del Comune di Livo, e della Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, degli operatori economici locali ed è inserita in Galassia Mart.

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