Chiesa trentina, nel 2022 seguite 3.015 persone dai Cedas e da Fondazione Caritas diocesana

Nel corso dell’anno 2022 sono state 3.015 le persone in stato di bisogno incontrate dalla Chiesa di Trento attraverso il servizio dei Centri di ascolto Caritas presenti sul territorio diocesano, con oltre 850 volontari, e l’attività della Fondazione Caritas Diocesana, con 70 operatori professionisti.

Il dato è contenuto nel Rapporto annuale Caritas dal titolo “Nessuno indietro” presentato questa mattina in conferenza stampa al Vigilianum di Trento (in sintonia con il Rapporto di Caritas nazionale) alla vigilia della VII Giornata Mondiale dei Poveri, in calendario domenica 19 novembre.

Alla presentazione sono intervenuti l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, il delegato dell’Area Testimonianza don Mauro Leonardelli e il Referente Caritas Fabio Chiari.

“Povertà – ha sottolineato in apertura monsignor Tisi, dopo aver ringraziato volontari e operatori – è una parola astratta, preferiamo parlare di poveri. La povertà è un problema, i poveri invece sono volti e chiedono un approccio completamente diverso. Vedo un grande rischio: dibattere sui problemi, dimenticando i volti, le storie concrete. I dati attestano un iceberg piccolissimo di un mondo enormemente più grande” che vede protagonisti sul campo “altre istituzioni, associazioni e cooperative. Ma anche sommando tutti i dati, essi sarebbero parziali, perché la povertà è molto più diffusa e nascosta”.

Tra i poveri “sommersi”, don Lauro individua “chi non si cura più, chi ha una visita prenotata tra un anno e nel frattempo la malattia avanza, chi ha un lavoro ma deve comunque ricorrere a un dormitorio perché non sa dove andare a dormire, chi non arriva a fine mese e chi per molti motivi si ritrova povero dalla sera alla mattina, le solitudini, le difficoltà relazionali”. A questi, monsignor Tisi aggiunge un altro volto dell’essere povero: “le urne cinerarie al cimitero di Trento non più richieste da nessuno. Anche questo dice poveri”.

“I dati – ha concluso Tisi la sua ampia introduzione – ci devono inquietare. Oggi deve essere il giorno dell’inquietudine, non della quiete. Non possiamo dire: sono tranquillo perché abbiamo fatto. Anche le nostre comunità cristiane devono aprire gli occhi sui poveri che spesso non sono nell’agenda principale dell’agire ecclesiale. L’iniziativa di domani nelle Giudicarie va in questa direzione”.

I DATI DEL RAPPORTO

Il dato sulle persone raggiunte (riferito ai principali centri di ascolto territoriali della rete Caritas) appare – ha spiegato Fabio Chiari entrando nelle pieghe del Rapporto (qui TESTO INTEGRALE) – in calo rispetto all’anno precedente (nel 2021 furono 4.400), un anno peraltro fortemente condizionato dall’emergenza Covid. Se si esclude però il picco del 2021, il confronto con gli anni precedenti attesta una costante crescita di situazioni di povertà, con un graduale aumento delle persone raggiunte dai servizi (+30% rispetto al 2017, quando furono 2300).

Ad ulteriore conferma di questa tendenza all’ampliamento della fascia di popolazione nel disagio, il Rapporto riprende le statistiche Istat sulla povertà assoluta che individua, a causa in particolare del forte rialzo inflazionistico, il 37% delle famiglie trentine che dichiarano di non riuscire a fare fronte a eventuali spese impreviste. Un dato che era invece rimasto basso negli anni della pandemia.

Per il Trentino, l’incidenza della grave deprivazione era nel 2021 (ultimo anno disponibile) pari al 3,2%, per un totale sulla popolazione residente di oltre 17mila individui. Tra queste ci sono anche parte delle persone che con ogni probabilità fanno riferimento ai servizi di Caritas sul territorio.

Nel corso del 2022 la rete Caritas ha erogato complessivamente un contributo economico di 850 mila euro. Il contribuito è frutto della solidarietà di singoli ed Enti pubblici a sostegno dei gruppi Caritas.

Significativa anche l’attività del Fondo diocesano “InFondo Speranza” istituito poco dopo lo scoppio della pandemia a sostegno in particolare di disoccupati, lavoratori precari e autonomi: nel corso del 2022 ha erogato contributi per poco meno di 100 mila euro verso 73 nuclei familiari principalmente per pagamento di affitti, spese condominiali, utenze.

LE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA

Nelle strutture di accoglienza aperte tutto l’anno (in particolare Bonomelli a Trento e Il Portico a Rovereto) nel 2022 sono state 529 le persone accolte.

Per quanto riguarda l’inverno entrante, Fondazione Caritas Diocesana gestirà 112 posti letto, così distribuiti:

– a Trento: 50 posti alla Bonomelli, 24 posti al Lavisotto

– a Rovereto: 38 posti letto della casa di accoglienza Il Portico dove, grazie all’interessamento della Diocesi e al coinvolgimento di nuovi volontari, viene garantita alla sera, anche alle persone non ospitate nella struttura, la distribuzione di un pasto confezionato.

Ulteriori 20 posti per l’emergenza freddo sono disponibili a Trento in Casa Sant’Angela in via Rosmini, da attivare in accordo con la Provincia Autonoma, per un totale quindi di 132 posti letto gestiti da FCD.

Alla gestione diocesana è affidata da inizio settembre anche la Mensa della Provvidenza di Trento, nel convento che ospitava i frati Cappuccini.

ACCOGLIENZA STRAORDINARIA DEI PROFUGHI UCRAINI

Prosegue da parte di Arcidiocesi di Trento, in collaborazione con il Cinformi (Pat) e il coinvolgimento delle comunità sul territorio l’accoglienza diffusa delle persone profughe dall’Ucraina. Delle 152 persone inizialmente accolte dalle comunità parrocchiali sono rimasti attualmente 65 profughi in 17 alloggi. Nel corso del 2023 molte famiglie sono rientrate in patria. In conferenza stampa hanno portato la loro toccante testimonianza Tetiana Stretslova, ucraina ospitata nella canonica di Molveno, e Rossella Del Franco, una volontaria che la segue nel suo percorso di integrazione.

L’APPELLO DI DON LAURO ALLA POLITICA

Una riflessione l’arcivescovo Lauro la riserva ai migranti. “Sono 40 anni che viviamo il fenomeno migrazione e siamo qui ancora a rispondere a questo come fosse un problema di ordine pubblico. Non siamo riusciti a creare un sistema di accoglienza, lo trattiamo sempre come un’emergenza improvvisa”.

Infine, un messaggio l’Arcivescovo lo riserva agli amministratori e alla politica: “Serve grande umiltà, ricordando che i problemi sono profondi, non si risolvono con gli spot, richiedono fatica, condivisione e non polarizzazioni e semplificazioni. Ma questo lo chiedo primariamente alla Chiesa: o riconosciamo che includere e avere le persone come focus principale è il migliore investimento o andremo a sbattere. Il futuro del Trentino non dipenderà dalla risorsa economica ma se sapremo rimettere in gioco le persone e la creatività, se sapremo fare di nuovo rete e comunità. La grande risorsa sono i giovani: chiedo anche ai nostri gruppi Caritas di fare spazio ai giovani. Quando abbiamo lanciato l‘appello per la Mensa della Provvidenza i primi a rispondere sono stati i giovani, dalle Giudicarie alla Valle di Non. Loro, i giovani, poveri dei poveri, chiedono solo di mettersi in gioco”.

Da don Mauro Leonardelli il grazie a quanti “si sono e si stanno prodigando per aiutare le persone. Una fetta importante del welfare è basata sul volontariato anonimo. Anche questa è bellezza”.

LE INIZIATIVE PER LA GIORNATA DEI POVERI

Qui tutte le informazioni sulla giornata di sabato 18 novembre, che si svolgerà nelle Giudicarie in anteprima alla Giornata mondiale dei poveri. 

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