Tende parasole sugli affreschi in piazza Duomo. L’allarme di Italia Nostra

Torna a porre l’attenzione sulla salvaguardia degli affreschi presenti sulle facciate degli edifici di piazza Duomo, a Trento, la sezione trentina dell’associazione Italia Nostra, che recentemente aveva dato alle stampe anche il volume Trento città dipinta, dedicando molto spazio alle due case affrescate in questione. Questa volta però, l’intervento di Italia Nostra, si concentra sulla richiesta di rimozione delle tre grandi tende parasole di colore verde, che – secondo l’associazione – alterano fortemente la percezione delle superfici affrescate delle case in Piazza Duomo, nascondendone persino, in parte, anche la decorazione di base.

“L’edificio in oggetto presenta in facciata un apparato pittorico della massima importanza sotto il profilo della qualità artistica e della ricchezza dei significati simbolici ivi espressi”, scrive Italia Nostra, spiegando che le tende in questione, e quindi i relativi supporti metallici conficcati con danno nelle superfici affrescate, vennero autorizzati dalle autorità austriache nella primavera del 1912. “Il tutto non passò inosservato e il quotidiano “Il Trentino” del 4 maggio 1912 ospitò una lettera non
firmata il cui autore, certo un esponente di spicco della cultura locale, sotto il titolo Conservate i monumenti!, protestava indignato contro l’affissione delle tende. Quindi non si trattò di un’autorizzazione da parte della Soprintendenza per i beni culturali trentina. Ma dobbiamo ricordare che nel 1939 è stata emanata la Legge n. 1089 Tutela delle cose d’interesse artistico o storico, sostituita nel 2004 dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai quali gli edifici con rilevante carattere storico-artistico
sono tenuti ad adeguarsi”.

“Per quanto riguarda le osservazioni relative alla presenza di tende parasole in diverse piazze italiane, non si discute di tale ambito ma del fatto che la struttura in oggetto è infissa in una facciata decorata di altissimo pregio e che l’operazione di fissaggio dei relativi supporti metallici ha addirittura comportato una manomissione localizzata della superficie pittorica”, prosegue il comunicato. “Ciò premesso, va precisato che le due facciate non sono per nulla in buono stato di conservazione, “senza aver bisogno per ora di ritocchi o di manutenzione”. Una manutenzione è invece molto urgente, come pure una verifica precisa dello stato di conservazione, che mostra parecchi punti critici. L’ultimo restauro della casa di sinistra (che sarebbe opportuno denominare d’ora in poi “Casa Gelpi” e non più “Cazuffi”, per indicare la famiglia che ha commissionato gli affreschi nel XVI secolo) risale al 1980-1981; quello dell’altro edificio (Casa Olivieri) al 1990-1991. Troppo tempo è passato. In entrambi i casi i lavori furono realizzati “in diretta amministrazione”, ossia a carico della Provincia autonoma di Trento”.

L’associazione Italia Nostra conclude auspicando “che anche oggi la pubblica amministrazione si renda disponibile a promuovere iniziative organiche di intervento su questi beni comuni così importanti per la città, individuandone necessità e priorità ed attivando gruppi di lavoro e forme di finanziamento che possano comprendere partecipazioni pubbliche provinciali e comunali, private, di istituti di credito”.

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