Assegnati i premi di Laurea “Vince la democrazia”

Si è svolta nella mattinata di oggi, lunedì 7 luglio, presso Palazzo di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento, la cerimonia di consegna degli attestati del Premio di Laurea Vince la democrazia, promosso dall’associazione Più Democrazia in Trentino in collaborazione con l’Ateneo trentino. Il premio, lanciato con bando pubblico il 18 dicembre 2023, è nato con l’obiettivo di valorizzare le migliori tesi magistrali che affrontano in maniera innovativa temi legati al buon governo, allo stato di diritto, alla qualità della democrazia, alla partecipazione popolare e ai processi di pace e riforma istituzionale.

A fronte di otto tesi pervenute, una commissione composta da docenti universitari, funzionari delle pubbliche istituzioni ed attivisti ha valutato i lavori secondo cinque criteri: originalità, rigore scientifico-metodologico, articolazione della riflessione teorica, rilevanza rispetto agli scopi statutari dell’associazione, validità dei risultati e delle conclusioni. La giuria, composta da Andrea Magliari, professore associato di diritto amministrativo, Chiara Cristofolini, professoressa associata di diritto del lavoro, Alex Marini, presidente dell’associazione Più Democrazia in Trentino, Giuseppe Sartori, segretario generale del Consiglio provinciale, e Mario Staderini, attivista per i diritti politici e promotore dell’iniziativa popolare Basta Quorum, ha premiato come tesi vincitrice quella di Giulia Sabaini, autrice della tesi “L’equità intergenerazionale nel diritto internazionale: analisi teorica, normativa e giurisprudenziale”, relatore il Prof. Alessandro Fodella, della Facoltà di Giurisprudenza. La tesi affronta con ampiezza e profondità il principio dell’equità intergenerazionale, collocandolo tra le categorie fondamentali del diritto internazionale contemporaneo, in particolare nel diritto dell’ambiente e dei diritti umani. L’autrice analizza le fonti normative internazionali, la dottrina da Weiss a Rawls e Parfit e la giurisprudenza recente, proponendo una riflessione critica sulle lacune dell’ordinamento e sull’urgenza di strumenti istituzionali che garantiscano giustizia alle generazioni future. Il lavoro si distingue per il rigore teorico, l’ampiezza comparata e il forte valore civico e politico del messaggio.

La Menzione d’onore è andata invece a Luca Leoni con la tesi “La democrazia militante di fronte alle sfide del populismo contemporaneo”, relatore il Prof. Matteo Cosulich, della Facoltà di Giurisprudenza. Con uno sguardo lucido e critico, la tesi analizza il concetto di democrazia militante, a partire dagli scritti di Karl Loewenstein fino alle sue attuali applicazioni nel diritto costituzionale e nei sistemi di garanzia democratici. Il lavoro si distingue per l’attualità del tema – in tempi di crescenti tensioni tra diritti e istituzioni – e per la capacità di mettere a confronto teoria costituzionale, giurisprudenza e scenari politici. L’autore pone l’accento su come le democrazie possano e debbano difendersi senza tradire se stesse.

Una seconda Menzione d’onore è stata assegnata, quindi, a Emanuele Baseggio con la tesi “Lo Stato di Diritto dell’Unione Europea: tradizione comune o strumento di innovazione?”, relatore il Prof. Flavio Guella, sempre della Facoltà di Giurisprudenza, dell’Università di Trento. La tesi esplora il principio dello Stato di diritto come fondamento costituzionale dell’Unione Europea, confrontando le diverse tradizioni filosofiche e giuridiche nazionali (Rechtsstaat, Rule of Law, État de Droit) e analizzando il modello europeo come sintesi dinamica e innovativa. L’elaborato offre un’interpretazione attuale e profonda del ruolo del diritto come barriera contro le derive autoritarie e come leva di integrazione e responsabilità democratica nell’Unione. L’autore mostra ottima padronanza teorica e una forte attenzione alla dimensione giuridico-politica delle istituzioni europee.

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