Il medico Riccardo Corradini, che era sulla nave Conscience, della Freedom Flotilla Coalition, è appena rientrato in Italia, atterrando all’aeroporto di Torino.
“La mattina dell’8 di ottobre siamo stati stati attaccati, sequestrati e rapiti dalle forze di occupazione israeliane“, racconta in un video sul suo profilo Instagram il medico 32enne, originario di Rovereto. “Abbiamo subito violenza sia psicologica che fisica. Per tre giorni siamo rimasti ostaggio, senza aver violato nessuna legge. Eravamo una nave piena di farmaci, piena di infermieri, di medici e di giornalisti. Non stavamo violando nessuna legge e nonostante questo per tre giorni siamo rimasti ostaggio delle forze israeliane, senza nessun capo d’imputazione”.
Nelle celle, racconta ancora Corradini, dove stavano in otto persone senza accesso all’acqua potabile, senza cibo e senza carta igienica, “abbiamo sentito le urla di altri prigionieri; ricordiamo che sono più di 10mila i prigionieri all’interno delle carceri israeliane e sono più di cento i medici gazawi portati in ostaggio in Israele. Abbiamo sentito anche i bombardamenti su Gaza, che sono continuati anche stanotte, a dimostrazione che questo cessate il fuoco è ancora una forma, non ancora sostanza, e che c’è ancora da lavorare. Da questo momento bisogna mettere in campo tutta una serie di meccanismi internazionali perché questo genocidio non possa più avvenire. Solamente con la liberazione della Palestina potremmo garantire una tutela della salute di tutte e di tutti”.