Don Marcello Farina: “Con Zuppi dico: il cristianesimo deve diventare inquietudine”

Foto Gianni Zotta

Sabato 11 ottobre don Marcello Farina compirà 85 anni e li festeggerà nella “sua” Balbido, nel Bleggio, sua terra d’origine.

L’Annuario diocesano ne tratteggia il percorso di vita in poche righe: ordinato sacerdote a Trento il 27 giugno 1965, vice parroco ad Arco dal ‘65 al ‘67, nella parrocchia di San Vigilio a Trento dal ‘67 al ‘71, catechista dal ‘71 al ‘78, assistente della Fuci dal ‘79 al ’90, professore all’Arcivescovile, assistente spirituale dell’Ucai dal 1989 al 2022.

E’ stato definito prete filosofo, prete dissidente, profeta, perfino “vanesio in abito sacerdotale”.

Noi preferiamo “seminatore di inquietudini”, come scrivemmo su queste pagine al traguardo degli ottant’anni (nell’occasione, il Comune di Trento conferì a don Marcello, “maestro di libertà e di umanità”, l’Aquila di San Venceslao, antico sigillo della città). Lo raggiungiamo al telefono.

Don Marcello, un paio di domande in vista del traguardo degli 85 anni.

Volentieri.

La prima messa a Balbido, nel 1965, l’anno in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II: sono sessant’anni di sacerdozio. Cosa ti senti di dire alla Chiesa di Trento, oggi?

Che continui a ritrovare, anche se con fatica, una freschezza che la renda ospite di questo momento storico.

La Chiesa trentina guarda indietro – penso all’omaggio allo storico don Severino Vareschi, al libro curato dall’arcivescovo emerito Luigi Bressan “Una Chiesa in immagini” e a quello del professor Emanuele Curzel “Prima delle parrocchie”, per nuovi slanci.

Mi auguro che sappia trovare il coraggio di rinverdirsi, di ritrovare freschezza, di sentirsi come un regalo che vale la pena di continuare a fare a questa terra, a questa storia.

Una storia che chiede speranza.

Oggi alla parola speranza si sostituisce facilmente la parola retorica.

La conseguenza?

Questo mortifica, produce monotonia.

La speranza accende, la retorica spegne.

Esattamente. Ecco perché il mio invito a rinverdirsi. E non c’è niente di più grande che una parola del Vangelo.

C’è un’opera di don Luciano Carnessali…

Un mio caro amico, l’ho sostituito infinite volte nelle sue messe…

Al Santuario di Deggia c’è una sua scultura, un San Vigilio viandante: dobbiamo sentirci anche noi viandanti?

Concordo! Con una voglia di continuare a scalare.

Tanti anni di insegnamento a contatto coi giovani cosa ti hanno dato?

Domande, dubbi, ma anche freschezza. Sì, è la parola più giusta: freschezza. Capacità di mutamento, capacità di mettersi di nuovo, sempre, in crisi: nel senso di farsi domande.

Domande ne hai poste tante, a chi ascoltava le tue omelie nella messa serale nel Duomo di Trento: le tue parole hanno raggiunto tanti cuori, ma anche provocato qualche mal di pancia…

Hai qualche rammarico?

Ti sembrerò superbo: no. L’attuale Presidente della Cei, il Cardinale Matteo Zuppi, ha detto che il cristianesimo deve diventare inquietudine. C’è la freschezza del Vangelo!

Questa inquietudine l’hai praticata e raccomandata…

Spero! Non tutto riesce come si vorrebbe.

Una volta ci hai confidato di ritenere Nietzsche il filosofo più moderno, il più vicino alla sensibilità dei nostri giorni, perché non si nasconde di fronte ai problemi dell’attualità.

Sì, ribadisco la mia opinione. Ci sono tanti grandi filosofi. Io sono un amico, per così dire, di Kierkegaard il grande danese, però se c’è uno che ha suscitato freschezza è stato Nietsche.

Il Medio Oriente, ma anche l’Ucraina, il Sud Sudan, il Myanmar… sono 56 le guerre nel mondo nel 2025 (secondo il Global Peace Index). Da dove partire per praticare cammini di pace?

Non saprei rispondere… l’umanità, essere umani. Ci sono scene che sono spaventose, che vengono da Gaza, da tante parti del mondo. Ridurre lo spavento della disumanità: ecco, possiamo partire da qui.

Conservare la dimensione dell’umano.

E’ il vero problema. E come cristiani possiamo ancora dire tanto.

Partendo dalla Parola, dal Vangelo.

Certo, certo, certo.

Parlando di anniversari, Vita Trentina si avvicina al traguardo dei cento anni: cosa ci suggerisci?

Una freschezza di gioventù!

Don Marcello, grazie.

Grazie a voi.

vitaTrentina

Got Something To Say?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

vitaTrentina