Passeggiando per via Garibaldi a Levico Terme ci s’imbatte in un presepe artigianale: una capanna con sagome in legno a grandezza naturale, dipinte a mano dall’artista Tiziana Romanelli. Era nato dal basso, da un comitato di residenti e commercianti che volevano sfidare il covid dando un segno di speranza alla comunità in quel difficile periodo. Negli anni successivi si è ripetuto l’allestimento della natività, cambiando talvolta collocazione e variando la scenografia, fino a farlo diventare una giovane tradizione della via. Sono state poi organizzate negli anni diverse iniziative come la lotteria natalizia, lo scambio di auguri davanti al presepe e i concerti solidali di CoroMania, un coro di giovani legati al convento delle Laste, che raccoglie fondi per le missioni carmelitane in Romania e Colombia. Ma la novità di quest’anno è strettamente legata a una delle tristi pagine di attualità che hanno insanguinato l’anno che si chiude: l’emergenza umanitaria a Gaza.
Ancora la scorsa estate di fronte alle terribili notizie provenienti dalla Terra in cui avvenne la Natività il comitato organizzatore ha deciso di far un gesto concreto: dedicare il presepe di quest’anno alla popolazione di Gaza, tramite una raccolta fondi in favore dell’associazione Pro Terra Sancta, consigliata da padre Francesco Patton, che si occupa di sostenere i più fragili nella Striscia. Il progetto scelto in particolare fornisce acqua, cibo, medicinali e supporto psicologico per famiglie, bambini e persone fragili, grazie alla collaborazione con la Parrocchia latina di Gaza City e realtà locali. Si può donare fino al 6 gennaio lasciando un’offerta nell’apposita cassetta nel negozio Taddei Casalinghi in orario d’apertura.
Sul piano culturale il comitato ha organizzato iniziative per sensibilizzare la cittadinanza che hanno riscosso grande apprezzamento come la serata “Israele e Palestina fra storia, attualità e futuro” con il prof. Francesco Agnoli, storico che ha illustrato molti aspetti, noti e meno, di questo annoso conflitto. La scelta del prof. Agnoli come relatore non è stata casuale: ha molto a cuore la Terra Santa dove ha contatti diretti essendo membro laico della stessa congregazione di padre Romanelli, il parroco di Gaza. “Desideriamo ringraziare – afferma infine il comitato – l’amministrazione comunale, in particolare l’assessore Monica Moschen, il falegname Tarcisio Vettorazzi e altre persone che in varie modalità hanno contribuito al progetto, come il parroco don Giorgio Cavagna e padre Francesco Patton che ci ha consigliato il progetto da sostenere.