Palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro, un libro per raccontare storia, arte e generosità civile

È stato presentato giovedì 19 febbraio il nuovo volume dedicato a Palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro edito da De Luca Editori d’Arte, alla presenza del curatore, l’architetto e storico dell’arte Michelangelo Lupo, della presidente regionale del Fai trentino Luciana de Pretis (ente proprietario dell’Aula del Simonino, facente parte del palazzo) e del presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni.

L’opera documenta non solo il recente e meticoloso restauro del complesso (diventato anche la sede della Fondazione), ma ricostruisce secoli di vicende architettoniche e umane di uno dei simboli più significativi del rinascimento e barocco trentino.

Un simbolo di rinascita urbana

Il volume nasce in concomitanza con un importante progetto di recupero promosso dalla Fondazione Pezcoller, attuale proprietaria della maggior parte dell’immobile, a seguito del lascito testamentario di Marina Larcher Fogazzaro nel 2018 alla Fondazione, al Coro Sosat e al Fai.

Enzo Galligioni, presidente della Fondazione Pezcoller, evidenzia come il palazzo sia oggi “un simbolo straordinario della comunità trentina, dove la generosità di una donatrice visionaria si fonde con il supporto delle istituzioni pubbliche”. La Fondazione, impegnata nella ricerca oncologica internazionale, ha saputo trasformare questa eredità in uno spazio d’incontro per la scienza e la cittadinanza.

“Quando lo abbiamo ricevuto – ha affermato Galligioni – era in buone condizioni al suo interno, ma con evidenti segni di degrado al suo esterno, soprattutto nelle facciate e negli infissi”.

Il nostro primo obiettivo, pertanto, è stato quello di riportarlo al suo antico splendore, con il restauro non solo dell’edificio, ma anche della sua storia, attraverso questo volume che documenta i principali lavori eseguiti ed i suoi tesori storico artistici, ricostruiti, recuperati e raccontati con la passione e la straordinaria abilità dall’architetto Lupo.

Tutto questo è stato possibile grazie al sostegno della comunità trentina, attraverso un generoso contributo della Provincia autonoma di Trento, e all’apporto dello studio Dedalus dell’architetto Bronzini che ha curato il progetto e diretto i lavori, con le la supervisione della Sovrintendenza ai beni culturali e di numerose imprese tutte trentine, e ovviamente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Pezcoller.

L’autore, infine, indaga sulle vicende e sulle trasformazioni del palazzo tra ‘800 e ‘900, quando le sale stuccate del piano terreno, all’angolo tra via Oriola e la piazza delle “Beccherie” ospitarono prima il “Caffè Bigliardo” o “Caffè Nuovo”, poi furono trasformate “ad uso negozio” e successivamente, nel 1914, date ai “Magazzini Riuniti” e quindi, nel 1940, alla “bottega del Vino” delle Cantine Cavazzani.

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