14 sì dalle minoranze, contrari Kaswalder, Biada, Angeli, Failoni, Gerosa, astenuti Cia, Masè, Bosin, Daldoss, Girardi, Brunet, Segnana, Bisesti, Zanotelli, Gottardi, Spinelli, il presidente Fugatti e il presidente Soini. Non ha partecipato al voto Mario Tonina. Alle 16.55 l’aula consiliare ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessora di Fratelli d’Italia con deleghe all’istruzione, cultura, giovani e pari opportunità Francesca Gerosa. Sarebbero occorsi 18 sì. A chiedere la rimozione dall’esecutivo provinciale erano sono stati i consiglieri di minoranza Degasperi (Onda), Manica (Pd), Coppola (Avs), Valduga (Campobase), Maestri (Pd), Stanchina (Campobase), Demagri (Casa Autonomia.eu), Zanella (Pd), Calzà (Pd), Malfer (Campobase), Parolari (Pd), Maule (Campobase) e Franzoia (Pd).
In dichiarazione di voto Degasperi ha ribadito le contraddizioni emerse in aula tra autonomisti e chi non lo è e la prevalenza della real politik per il potere, che tiene insieme Patt e Fratelli d’Italia. A parte Cia, nessuno in maggioranza se l’è sentita di contestare davvero quanto affermato da Gerosa in Consiglio regionale.
Manica ha concluso che “oggi Gerosa ha vinto”, vada avanti tranquilla, la coalizione non può fare a meno di lei. “Cari autonomisti, il collante della maggioranza è a Roma”, ha detto.
Valduga ha confermato che non ci si aspettava altro da questa coalizione, l’obiettivo però era evidenziare contraddizioni macroscopiche e la pratica della pura convenienza politica.