In Duomo la veglia di preghiera per la pace

Il Duomo di Trento era gremito per la veglia di preghiera per la pace. “Non vi nascondo che questa sera anche io mi sento come quei discepoli che erano chiusi nel cenacolo per paura”, ha detto don Claudio Ferrari, vicario generale della Diocesi di Trento, che ha guidato la preghiera insieme al responsabile dell’Area annuncio e sacramenti don Mattia Vanzo. “Paura che questi conflitti possano diventare globali. Paura che non si possano liberare le terre dalle violenze. Paura che la pace ancora una volta possa scomparire”.

“Per risolvere certi conflitti è l’arma più efficace quella di sapersi perdonare”, ha aggiunto don Ferrari.

La preghiera è stata scandita dai canti e da alcune letture. Sono state enunciate anche le parole pronunciate da papa Leone XIV in occasione dell’Angelus di domenica primo marzo: “La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia”.

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