Scuola, oltre 500 firme in una settimana per dire “no” al disegno di legge Gerosa

AgF Bernardinatti Foto

Sono oltre 500 le firme raccolte in una settimana dagli insegnanti delle scuole superiori trentine per far sentire il loro “no” al disegno di legge Gerosa, che intende riformare il sistema delle carenze. La petizione è stata lanciata sui social da un gruppo di docenti indipendente, non politico e non sindacale, che chiede al Consiglio provinciale di respingere il testo dell’assessora all’istruzione. Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente i docenti ci sono la perdita di efficacia del sistema formativo (la riforma solleverebbe gli studenti dalla responsabilità rispetto al proprio percorso, minando la preparazione in vista dell’università o del mondo del lavoro) e il benessere psicologico dei ragazzi (aumenterebbero notevolmente le comunicazioni alle famiglie tramite registro elettronico, già oggi indicato come fonte di stress). Altro fattore negativo sarebbe l’appesantimento burocratico. 

I docenti lamentano inoltre il mancato coinvolgimento nell’iter: “Ancora una volta – si legge alla fine della petizione – chi è in prima linea ed è investito dalle conseguenze della riforma, ovvero i docenti, non è stato minimamente coinvolto”. La petizione online è ancora aperta, con il numero dei firmatari in costante crescita. Ma le iniziative non si fermano qui: sui social gira anche un secondo appello, a sostegno di quello dei docenti e aperto alle firme dei cittadini, che ha già raccolto centinaia di adesioni. Nei giorni scorsi, inoltre, il collegio docenti del liceo Galilei di Trento ha votato all’unanimità un documento di tenore simile, che “boccia” la riforma Gerosa. Gli insegnanti stanno valutando altre forme di dissenso, che saranno comunicate di volta in volta. Intanto le raccolte firme rimangono aperte, per i colleghi delle superiori e i cittadini che vorranno aggiungersi. 

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