L’officina dei giocattoli: il METS inaugura la nuova mostra

Venerdì 8 maggio alle 17.30 verrà inaugurata al METS – Museo etnografico trentino San Michele l’esposizione “L’officina dei giocattoli. Storie e sogni di legno dalla montagna”. La mostra, che sarà visitabile fino al 30 novembre, è un percorso per scoprire il valore storico, sociale ed etnografico che racchiude in sé il giocattolo di legno, capace di raccontare la vita quotidiana delle comunità alpine tra XIX e XX secolo.

La mostra è l’occasione per presentare una parte di una collezione di eccezionale valore, composta da centinaia di giocattoli di legno, intagliati e dipinti artigianalmente, recentemente acquisita dal Museo, che costituisce una testimonianza preziosa, rara e autorevole del gioco nelle diverse classi sociali.

La storia dei giocattoli si intreccia con le vicende delle comunità della montagna, che nella realizzazione di questi piccoli capolavori d’intaglio hanno trovato nel legno una risorsa fondamentale. Nei mesi di forzata inattività invernale, quando il lavoro nei campi, nei prati e nei boschi si interrompeva e un’economia di stretta sussistenza imponeva di integrare i redditi assai modesti con altre attività, le famiglie contadine si dedicavano all’intaglio del legno, una materia prima abbondante e facilmente reperibile. In questo contesto, il contadino diventava anche artigiano, sviluppando competenze tecniche e dando prova di una creatività come nella produzione di giocattoli. Particolarmente significativa è la diffusione di questa attività in vallate come la Val Gardena e la Val di Fassa, dove l’arte dell’intaglio raggiunse livelli di eccellenza.

Accanto alla produzione, un ruolo centrale è svolto anche dal commercio ambulante. Venditori itineranti percorrevano l’Europa portando con sé manufatti locali, contribuendo alla diffusione dei giocattoli ben oltre i confini delle vallate e favorendo il passaggio da una produzione domestica a forme più strutturate di artigianato e infine, talvolta, di manifattura.

Inoltre iul giocattolo rivestiva, come riveste tuttora, una funzione educativa fondamentale. Attraverso il dono, la famiglia trasmetteva (e spesso imponeva) valori e aspettative, orientando i bambini e le bambine verso il loro futuro nella comunità. Bambole, utensili o attrezzi in miniatura riflettevano una visione del mondo in cui il gioco diventa strumento di formazione e di attribuzione di un preciso ruolo sociale.

“L’officina dei giocattoli” è quindi un percorso che invita a riflettere, riscoprendo un passato non privo di contraddizioni ma ricco di senso, e a riconoscere nel giocattolo un prezioso strumento per comprendere la società di ieri e aprire una riflessione su quella di oggi.

Integra il percorso espositivo una zona ludica, pensata “a misura di bambini e famiglie”, nella quale sarà possibile cimentarsi nell’esperienza del gioco in maniera libera e spontanea.

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