Sarà attivo dall’autunno il nuovo progetto di portierato sociale pensato dal Comune di Trento in partnership con Itea e Fondazione Crosina Sartori Cloch per migliorare la vivibilità e promuovere il benessere dei cittadini e delle cittadine che abitano nel quadrilatero dei Casoni e nel condominio di proprietà della Fondazione in via Gramsci 36.
Non si tratta di un semplice servizio di portineria, ma di un progetto sociale sperimentale pensato per prevenire e affrontare situazioni di fragilità, per sostenere lo sviluppo della comunità, favorire la partecipazione, la cittadinanza attiva e la cura degli spazi comuni.
Il servizio è stato presentato questa mattina, martedì 26 maggio, a palazzo Geremia dal sindaco di Trento Franco Ianeselli, dall’assessora alle Politiche sociali Giulia Casonato, dall’assessore provinciale alle Politiche per la casa Simone Marchiori, dalla dirigente di Itea Monica Valentini e dal direttore della Fondazione Crosina Sartori Cloch Mauro Rampinelli.
Sull’importante lavoro di rete messo in campo per dare vita al progetto si è soffermato il sindaco Ianeselli, in apertura della conferenza stampa: “Quello che presentiamo oggi è il frutto di una collaborazione che vede più enti e istituzioni coinvolti nella realizzazione di un obiettivo comune, rendere migliore la vita dei cittadini attraverso la socialità e la costruzione di una rete cui fare riferimento. Un progetto che si inserisce nella nostra visione di Trento come città delle relazioni”.
Della stessa opinione anche l’assessora Casonato, che ha ribadito: “Occuparsi di politiche abitative non significa solo interessarsi di alloggi, ma accompagnare i residenti in una serena e proficua convivenza. Per questo abbiamo interloquito con Itea e con la Fondazione Crosina Sartori Cloch, che come l’Amministrazione avevano iniziato a fare un ragionamento in questa direzione, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità e affrontare le fragilità presentate dal contesto”.
Anche l’assessore provinciale Marchiori ha sottolineato l’importanza di una progettualità condivisa per superare le fragilità: “Quando si parla di Itea e di edilizia sociale si fa spesso riferimento solo ai numeri degli alloggi, ma l’edilizia sociale è oggi sempre più associata alla qualità della vita di coloro che risiedono in quegli appartamenti. Abitare, in questo senso, non significa solo avere quattro mura e un tetto sopra la testa, ma vivere bene nella propria casa, migliorando la propria condizione anche sul piano umano e relazionale”.
Il bando, che ha validità triennale ed è finanziato con un contributo di 265 mila euro complessivi, è disponibile sul sito del Comune.