Anche il Circolo di Trento di Legambiente aderisce alla manifestazione in programma sabato 13 giugno alle 16 in piazza Dante a Trento “Salviamo il Trentino dalle grandi opere insostenibili” condividendone gli obiettivi condivisi, in particolare che gli attuali progetti della circonvallazione ferroviaria di Trento e Rovereto sono irricevibili.
Secondo gli ambientalisti, “è certamente importante spostare il traffico merci (e non solo) da gomma a ferrovia, ma a questo scopo non basta realizzare nuove infrastrutture, ma bisogna partire da subito da una politica dei trasporti che renda conveniente questo shift modale (che porterà anche il cosiddetto “traffico deviato” a passare per la Svizzera anziché per il Brennero), usando vari strumenti come il riequilibrio dei pedaggi (attualmente gli autocarri pesanti pagano 118,14 ct/km sulla A13 in Austria, mentre solo 18,05 ct/km e sulla A22 in Italia), limitazioni al transito notturno, divieti settoriali ed eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi, ). La manifestazione del 30 maggio sul versante austriaco del Brennero ha messo in luce come l’attuale passaggio di merci sia insostenibile per le popolazioni locali, mentre le attuali politiche in Italia spingono per un’incentivazione del trasporto merci su gomma, mandando avanti proposte insostenibili come la Valdastico, e un gran numero di nuove bretelle”.
Nella nota diffusa agli organi di stampa, Legambiente propone “di realizzare un vero dibattito pubblico, in cui siano presentate alternative diverse, sia sul potenziamento o il quadruplicamento dell’attuale ferrovia, inclusa l’opzione zero, con una chiara presentazione dei costi e benefici di ognuna. Al dibattito pubblico andrebbero presentate anche opzioni diverse di tracciato (nessuna alternativa è stata presentata nel dibattito pubblico sul lotto 3A; in quello sul looto 3B tre molto simili, di cui due dichiarate problematiche dai promotori stessi) che evitino situazioni con un gravissimo impatto ambientale potenziale, come il passaggio nel Sin senza una bondifica preliminare o che possano mettere in pericolo gli approvvigionamenti di acqua potabile“.